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Droga, armi e usura nel territorio neretino. Inflitti oltre 80 anni di reclusione

by Angelo Centonze
24 Ottobre 2023 15:08
in Cronaca
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Arrivano 11 condanne per oltre 80 anni di carcere, al termine del processo relativo alla maxi inchiesta su di un vasto giro di droga, estorsioni, armi ed usura nel territorio neretino.

Nella tarda mattinata di oggi, il gup Angelo Zizzari, presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, ha emesso la sentenza con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo). Ed ha inflitto: 14 anni di reclusione Roberto Longo, 56 anni, ritenuto a capo dell’organizzazione; 16 anni e 8 mesi per Roberto Giammarruto, detto Robertino, 31enne, disponendo anche la misura della libertà vigilata per 3 anni; 8 anni ed 8 mesi per Lorenzo Grillo, 43enne (esclusa l’aggravante di essere a capo dell’associazione); 8 anni per Giulio Falconieri, detto Antaro, 35enne; 8 anni e 8 mesi per Fernando De Mitri, 37enne; 2 anni per Sergio Spenga, 39enne; 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) per Alex Mazzarella, 39enne; 7 anni e 4 mesi per Alessio Farhat, 29 anni (tutti di Nardò). E poi, 8 anni per Antony Fracella, 32 anni (residente a Galatone) ; 7 anni per Chiara Marzano, 27 anni di Nardò; 2 anni e 4 mesi a Gianluca Sanasi, detto Luca, 46enne, anch’egli di Nardò.

Inoltre, sono state disposte una serie di pene accessorie.

Per alcuni imputati è arrivata l’assoluzione riguardo alcuni episodi contestati. In particolare, Sanasi, Spenga e Mazzarella sono stati assolti dal reato associativo. Invece, Longo e Giammarruto dall’accusa di detenzione di armi.

Infine, il giudice ha disposto la trasmissione degli atti al pm per accertare eventuali reati commessi nella deposizione da due testimoni (durante un’udienza).

E in una scorsa udienza, il pubblico ministero Carmen Ruggiero della Direzione Distrettuale Antimafia, al termine della requisitoria, ha invocato complessivamente circa 130 anni di reclusione.

Gli imputati rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, delle ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla commercializzazione di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, estorsione ed usura.

Il collegio difensivo

Sono assistiti dagli avvocati Andrea Frassanito, Giampiero Geusa, Giuseppe Bonsegna, Stefano Pati, Tommaso Valente, Stefano Prontera, Antonio Palumbo, Ladislao Massari.

Il collegio difensivo, una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro 90 giorni), potrà presentare ricorso in appello.

L’inchiesta

Le indagini, avviate nell’estate del 2019, condotte dai poliziotti del commissariato di Nardò e della Questura di Lecce e culminate in nove arresti nell’aprile del 2022, hanno riguardato un’organizzazione attiva nel traffico di droga, nella provincia di Lecce, in particolare, nell’area neretina dove Giuseppe Durante, detto “Pippi” (condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’assessore del Comune di Nardò, Renata Fonte) e Marcello Dell’Anna (la cui appartenenza alla criminalità organizzata sarebbe stata riconosciuta con sentenze passate in giudicato), sono considerati i referenti della Sacra Corona Unita, con ruoli direttivi.

In base a quanto emerso nel corso dell’inchiesta, i pagamenti per l’acquisto della droga (soprattutto cocaina e marijuana) sarebbero avvenuti su carte prepagate, intestate a persone difficilmente identificabili o reperibili.

Ad alcuni imputati sono contestate, inoltre, azioni punitive, con aggressioni fisiche ed a volte con l’uso di armi, nei confronti di chi non osservava le regole dell’associazione o di chi non pagava per tempo la droga acquistata.

A Giammarruto e De Mitri viene attribuita anche un’estorsione, ad un acquirente della droga a cui è stata portata via l’autovettura.

Infine, nei confronti del solo Giammarruto, è stata avanzata l’ipotesi del reato di usura, in quanto gli investigatori ritengono di aver documentato, in ben sei episodi, il pagamento da parte di un imprenditore neretino, di interessi vertiginosi a fronte di somme ricevute in prestito (circa 10/12mila euro).

In seguito, per molti di loro, arrivò il decreto di giudizio immediato a firma del gip Giulia Proto. Dopo la richiesta di rito abbreviato si è poi giunti alla celebrazione del processo odierno, conclusosi con 11 condanne.

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