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Incidente mortale sulla pista Porsche. Al via gli accertamenti sulla dinamica. Sale il numero degli indagati

by Angelo Centonze
11 Aprile 2024 13:12
in Cronaca
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Pista Nardò

Pista Nardò

Conferito l’incarico per far luce sull’incidente mortale del 21 febbraio scorso, all’interno del centro prove della Porsche, in cui ha perso la vita il driver salentino Mattia Ottaviano.

E intanto è salito il numero degli indagati, poiché sono dodici i nominativi che compaiono nel conferimento dell’incarico.

In mattinata, il pm Alessandro Prontera ha nominato l’ingegnere Lelly Napoli nell’ambito di un accertamento tecnico non ripetibile per ricostruire, entro 60 giorni, la dinamica del drammatico sinistro stradale.

Le operazioni peritali avranno inizio il 29 aprile ed il consulente dovrà ricostruire la dinamica del sinistro “effettuando i necessari rilievi fotografici e planimetrici, accertando il preciso punto d’urto”. L’ingegnere Napoli dovrà dunque effettuare un sopralluogo, con l’eventuale utilizzo di droni, in località “Fattizze” ed esaminare i mezzi posti sotto sequestro per verificare anche l’efficienza degli stessi. E dovrà estrapolare ed analizzare i dati contenuti nei telefonini, tra i quali quello del driver, ritrovato nella pista, oltre ai video degli impianti (alcuni elementi sono già stati acquisiti dal consulente Silverio Greco).

Va detto, che nelle scorse ore, in vista del conferimento incarico, il pm aveva iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto: il collaudatore che era al volante della Porsche Panamera, Roberto Politi, 43enne, la società Nardò Technical Center (Ntc) e i suoi manager: Dirk Philipp, 55 anni, membro del consiglio di amministrazione di Porsche Engineering, il direttore generale e Ad di Ntc Antonio Gratis, 48 anni, e il responsabile settore finanza e acquisti Antonio Pizzigallo, 39 anni.

Risultano indagati anche Alessandro Giuseppe De Gioia, 46 anni, director of operations di Ntc, Pierpaolo Positano, 53 anni, maintenance coordinator, Salvatore Moscogiuri, 49 anni, preposto alla gestione piste ed Andrea Baldi, 44 anni, coordinatore delle operazioni dei collaudatori.

E come detto, in queste ore, si sono aggiunti i nominativi di Maria Chiara Calignano, Salvatore Greco e Tommaso Patisso, anch’essi preposti alla gestione piste.

I dodici indagati sono accusati delle ipotesi di reato di omicidio stradale o omicidio colposo.

Sono accusati delle ipotesi di reato di omicidio stradale o omicidio colposo.  E nello specifico, come riportato nell’avviso: “relativamente ai presidi precauzionali e di sicurezza dei luoghi di lavoro e lavoratori, adottati e/o adottabili, deceduto il lavoratore Ottaviano Mattia, stando allo statuto di gestione/utilizzazione della pista a Nardò in località “Fattizze” e alla sottesa politica e gestione d’impresa, nell’interesse e/o vantaggio della società medesima”.

Tra i nove indagati compare anche la Ntc che risponde di un illecito amministrativo, in relazione al reato di omicidio colposo.

Il collegio difensivo

Gli indagati, sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Gianluca D’Oria, Francesco Tobia Caputo, Francesco Galluccio Mezio, Francesco D’Alessandro, Benedetta Venturato, Alessandro Varvaressos, Ennio Alagia, Alain Maria Dell’Osso, Elio Gianangeli, Federico Consulich, ed hanno nominato come propri consulenti tecnici di parte: Alfonso Micucci, Paolo Dal Cecco, Massimiliano Bursomanno, Pierangelo Adinolfi.

I familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna, Giulia Bonsegna e Cinzia Stefanizzi e si sono affidati ai consulenti Antonio Vernaleone e Luigina Quarta.

Il drammatico incidente è avvenuto il 21 febbraio scorso. Mattia Ottaviano, 36 anni di Tuglie, driver di una ditta esterna, era alla guida di una moto Ducati Panigale in fase di collaudo, attorno alle dieci, all’interno dell’impianto automobilistico di proprietà Porsche ubicato a Nardò al confine con Porto Cesareo.

La Ducati Panigale si è scontrata con la Porsche Panamera condotta da un altro driver, presumibilmente a causa di un tamponamento fra la moto condotta da Ottaviano e l’auto che si trovava avanti a lui, lungo la stessa corsia di marcia. Per il 36enne di Tuglie non c’è stato niente da fare.

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