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Otranto, ritrovare se stessi all’ombra di un vecchio tiglio: la magia del romanzo di Ornella Protopapa

by Redazione
15 Agosto 2020 8:40
in Attualità
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Recensione del romanzo a cura di Luca Blasi, scrittore e poeta

“All’ombra del vecchio tiglio”

Il bene, il male. La cattiveria, l’egoismo. La bontà, l’altruismo. Le domande, le risposte. La risposta che già si intravede e, quasi si prevede, dalla prima pagina. La ricerca del bene, del suo agire, del suo trionfo.

E’ il filo che lega le pagine del libro, della storia che si sviluppa tra i fogli, della Storia che travolge e sovrasta spesso gli eventi, i personaggi e le persone reali colorate con l’inchiostro dei sogni, delle idee e delle convinzioni dell’autrice. Delle sue certezze e delle sue paure. Dei suoi dubbi e delle sue speranze trasposte a piè pari sulle due protagoniste. E delle ferite che ci portiamo dentro talvolta inconsapevolmente.

E le vicende difatti iniziano con una ferita. Con delle ginocchia sbucciate nel caldo pomeriggio d’estate nel Salento. E da lì tanti altri lembi di ferite che si cerca disperatamente di rimarginare. Ferite antiche di secoli o di pochi anni. Ferite aperte in un attimo a lacerare l’anima o a donare la vita.

Perché “il bene può continuare ad esserci, nonostante tutto”. E ti può prendere per mano ed aiutarti a risalire dagli abissi del mare, del passato, dello spirito. Il bene può prendere qualsiasi forma e correrti accanto, cercarti in sogno, materializzarsi davanti come una visione. Un po’ tra sacro e profano. Tra fede e speranza. Tra alberi con radici profonde nella terra e taumaturgia. In una spianata cotta dal sole che all’improvviso scompare all’ombra di tigli profumati. Forse troppo. Talmente tanto da segnare la vita, le vite di tante persone risucchiate in un vortice, in un gioco enigmistico di incastri, di coincidenze e di destini. Per chi ci crede.

Per chi non sa che invece non esistono incastri, coincidenze o destini. Ma solo una forza più grande. Una forza creatrice, generatrice. “Il bene genera il bene; il male non è di questa Casa che osserva silenziosa dall’alba al tramonto il proliferare di amore puro”.

Un amore che si stempera in atmosfere rarefatte, in ore dilatate, in prose da letteratura sudamericana. Di grandi ombre, grandi imprese, grandi sconvolgimenti intimistici che si specchiano nel riflesso del mare già percepito dall’odore che il vento porta con sé. E che ti chiama, ti invita, ti spinge a guardarti dentro e a cercarti nelle silenti passeggiate di novembre sulla spiaggia deserta.

Un amore puro anche quando ti fa piangere davanti ad una perdita, ad una scomparsa, ad un allontanamento da questa vita, in quella pagina interrogativa per ogni padre e certezza per ogni figlio.

E di storie di padri e figlie, madri e figli ne è pieno il libro. Veri o presunti. Reali o immaginari. Generati o rinnegati. Tutto in un turbinio di intrecci, tralci e rami. Di odori e sapori che si mescolano quando l’aria si ferma nel pieno della calura e la terra di Otranto torna a mischiarsi con il sangue di morte, gli umori di una nuova vita, le grida dei fantasmi che riecheggiano nei secoli e quelle che salgono verso il cielo dei nostri giorni, fosco di ingiustizie sociali, “di silenzio omertoso che aleggiava”, di soprusi ed inganni, di “malelingue tipiche dei piccoli paesi”.

Ma viene il giorno del riscatto. Quel giorno in cui ci si può dichiarare fortunati “per aver continuato a credere che il bene trionfa sempre sul male, come le aveva sempre insegnato il suo adorato papà”.

Un bene grande. Molto grande. Un bene che “percorre strade che non sono le nostre strade ed ha pensieri che non sono i nostri pensieri” (Is 55,8).

Un bene che ha radici profonde come un tiglio. Un odore intenso come il tiglio. Una solidità caparbia come un tiglio. Un bene autentico, cristiano, evangelico, missionario. Di dedizione e di totale abbandono verso i fratelli.

Un bene che è donna, “figlia di Otranto, delle sue bellezze marine e dei sui profumi altrove introvabili”. Un bene che sa di sabbia, di terra, di mare, di sangue. E di legami.

La presentazione davanti al mare di Otranto

Continua il tour promozionale dell’autrice nel Salento. Dopo Martina Franca e Martano, tappa nella magica Otranto, la città che con i suoi profumi e colori ha ispirato il romanzo.

Lunedì 17 agosto, alle 19 presso “Le Fabbriche” Biblioteca di Comunità (area portuale) a Otranto, l’Associazione Culturale Festinamente curerà la presentazione dell’opera prima di Ornella Protopapa, “All’ombra del vecchio tiglio”, edito da Bertoni Editore.

Dialoga con l’autrice la Prof.ssa Maria Agostinacchio, vicepresidente dell’Associazione Festinamente.  Ospite della serata, l’editore Jean Luc Bertoni. Letture dal libro a cura di Mario Morroi

Intervengono:

  • Pierpaolo Cariddi – Sindaco Comune di Otranto
  • Cristina De Benedetto – Assessore alla Cultura Comune di Otranto.
  • Modera la giornalista di Leccenews24.it, Tiziana Protopapa

La serata sarà arricchita dal Live Sax Performance di Fulvio Palese e dalle Opere Musive di Stefania Bolognese

Tags: libriscrittori-salentini
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