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Otranto, Tribunale del Riesame annulla il sequestro preventivo della sede dell’associazione Diving Paradise

by Redazione
4 Febbraio 2019 17:49
in Cronaca
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Con ordinanza depositata all’esito della camera di consiglio di venerdì 1 febbraio, a cui è stata data esecuzione in data odierna, il Tribunale del Riesame (Pres. Piccinno, a latere Verderosa e Capone) ha accolto il ricorso proposto dall’Avv. Mauro Finocchito per conto del titolare dell’associazione sportiva Diving Paradise e, per l’effetto, ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari Cinzia Vergine su richiesta del Pubblico Ministero Giovanna Cannarile, e ordinato l’immediata restituzione agli aventi diritto del casotto sede dell’associazione e dell’intera area, pinetata e non, circostante ad esso.

Il sequestro era stato richiesto dal P.M., con istanza del 04.01.2019, su segnalazione della Guardia di Finanza che, in esito ad un sopralluogo in località Orte dello scorso settembre, aveva contestato al presidente dell’associazione sportiva la violazione dell’art. 650 c.p.

Tale norma sanziona il mancato rispetto di un ordine dell’autorità giudiziaria o amministrativa. Nello specifico, all’associazione veniva contestata la violazione dell’ordinanza nr. 286 del 21.08.2017, emessa dalla responsabile dello Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Otranto, con la quale era stato accertato l’esercizio non autorizzato di attività di campeggio da parte dell’associazione e disposta l’immediata chiusura dell’attività.

Nell’ultimo rapporto della Guardia di Finanza, mutuato dalla richiesta del P.M. prima e dal decreto di sequestro del GIP poi, si sosteneva che, malgrado il provvedimento di chiusura di un anno prima, nel settembre 2018 si continuasse ad esercitare attività campeggistica in assenza di autorizzazione, essendo stata rilevata la presenza di residue 14 roulottes, a fronte delle 23 rilevate nell’agosto 2017, prive di motrici e targhe identificative, poggiate in parte su blocchi da muratura in cls, di cui n. 4 situate nei pressi del manufatto in muratura e le restanti nell’area pinetata ad ovest dello stesso: circostanze per le quali nel 2017 il titolare dell’associazione era stato rinviato a giudizio per il presunto reato di abusivismo edilizio in area soggetta a vincolo paesaggistico.

Da cui il sequestro preventivo dell’area, degli immobili e delle attrezzature, eseguito il 14 gennaio scorso.

Il presidente dell’associazione si era quindi rivolto alla Studio Legale Finocchito, che ha proposto tempestivo ricorso al Tribunale del Riesame nell’interesse dell’associazione, chiedendo l’annullamento del sequestro preventivo per difetto di elementi oggettivi, diversi da quelli che avevano determinato l’avvio del procedimento per abusivismo edilizio e che pertanto, in applicazione del principio di “consumazione” del relativo potere, correlato a quello di “preclusione”, del quale costituisce espressione il divieto di “bis in idem” dopo la formazione del giudicato, e sostenendo che non fosse possibile una nuova contestazione penale, e men che meno una misura cautelare strumentale ad essa, fondata sui medesimi dati obiettivi.

Non solo. Nel ricorso è stato evidenziato anche come tra il 2017 ed il 2018 l’associazione si fosse dotata di tutte le autorizzazioni necessarie per l’utilizzo del “manufatto in muratura” ove ha sede l’associazione e dove vengono svolte tutte le attività istituzionali previste quale oggetto sociale della stessa, ivi compresa la somministrazione di alimenti e bevande per gli associati. Dovendosi pertanto ritenere che sia il presidente, sia tutti gli associati della Diving Paradise, nel settembre del 2018 fossero pienamente legittimati a stazionare presso la sede dell’associazione ed a svolgere tutte le attività statutarie della stessa.

Tali ragione difensive sono state evidentemente condivise dal Tribunale del Riesame, che in effetti ha disposto che l’area e gli immobili fossero subito restituiti agli aventi diritto, cosa puntualmente avvenuta oggi stesso.

Tags: tribunale-del-riesame
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