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Rapinano il bar e lanciando una ‘bomba’ per assicurarsi la fuga: arrestati in 2.

by Redazione
7 Dicembre 2018 13:34
in Cronaca
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Entrarono con il volto coperto dal cappuccio di una felpa all’interno del “Bar Anthony” di Casarano e dopo aver minacciato il figlio del titolare con delle mazze da baseball e distrutto tutto quello che avevano a portata di tiro scapparono via con il registratore di cassa. Non prima di aver lanciato un ordigno rudimentale, proprio per non essere intralciati nella fuga. Era il 4 ottobre 2018.

Probabilmente gli autori di questa violenta rapina pensavano di averla fatta franca, ma alle prime luci di questa mattina i Carabinieri del Norm insieme ai colleghi della locale stazione hanno bussato alla porta delle loro abitazioni, stringendo tra le mani un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Lecce. Gli uomini in divisa hanno ricostruito minuziosamente l’accaduto, dando un volto e un nome ai due criminali.

A finire in manette sono Francesco Memmi, 30enne di Casarano e Luigi Tartaglione, 50enne di Ugento, ma di fatto domiciliato anche lui a Carasano.

Operazione “Breaker bar”

Le indagini “Breaker Bar”, portate avanti dagli uomini guidati dal Capitano Clemente Errico, hanno permesso di raccogliere tutte quelle prove necessarie a dimostrare la “colpevolezza” dei due salentini, accusati di rapina, estorsione, danneggiamento, in concorso ed aggravato. Da tempo avevano gli occhi dei militari addosso, praticamente dal 19 agosto, quando cominciarono ad indagare su un primo furto avvenuto a Casarano, fortunatamente solo tentato.

I colpi

Era il 19 agosto, infatti, quando Memmi riuscì ad intrufolarsi nel soggiorno di una abitazione che si affaccia su via Marsala, dopo aver forzato una finestra. Il colpo non andò come pianificato. Scoperto dalla vittima, il 30enne preferì ‘rinunciare’ all’impresa, facendo perdere le sue tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Pochi giorni dopo, il 22 agosto, un altro colpo. L’autore? Sempre Memmi, protagonista di un furto aggravato su una Lancia Y di proprietà di una 33enne del posto. Forzando la portiera anteriore destra era riuscito ad impossessarsi della borsa custodita all’interno dell’abitacolo. Dentro il portafoglio, contenente denaro contante.

Poco più di un mese dopo, il primo ottobre, è tornato in azione, di nuovo in un appartamento di via Padre Chetry, di proprietà di una 53enne. Il copione usato dal 30enne era sempre lo stesso: dopo aver forzato la finestra, aveva rovistato tra le stanze riuscendo a trovare solo alcuni monili in oro, custoditi nella camera da letto.

Ricettazione

Tartaglione dovrà rispondere del reato di ricettazione perché l’8 ottobre ha cercato di “consegnare” un anello in oro giallo con pietra azzurra ad un negozio Compro-oro di Casarano. Era tra gli oggetti di valore rubati nel corso della visita in casa della 53enne. I militari sono riusciti a recuperare l’oggetto prezioso che veniva restituito alla legittima proprietaria che li ha ringraziati: era un ricordo a cui teneva tantissimo.

Il bar

L’episodio del 4 ottobre 2018, quando presero di mira il bar, è stato solo il più eclatante. L’intento era quello di impossessarsi del registratore di cassa e per raggiungere l’obiettivo i due non hanno guardato in faccia nessuno. Né il figlio del titolare che hanno minacciato con delle mazze da baseball né le vetrine e il mobilio che hanno distrutto. Non contenti per assicurarsi la fuga, hanno lanciato un ordigno rudimentale. Bomba che poi è esplosa.

Per i due arrestati, accusati di rapina, estorsione, danneggiamento in concorso e aggravato si sono aperte le porte del Carcere di Lecce, una volta concluse le formalità di rito.

Tags: rapine
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