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Il Castello Acquaviva d’Aragona centro dell’offerta culturale di Nardò, al via il progetto Emoundergrounds

by Redazione
25 Luglio 2020 8:27
in Cultura & Spettacoli
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A partire dalla primavera 2021 il castello Acquaviva d’Aragona sarà il centro dell’offerta culturale e turistica di Nardò.

I 560mila euro del progetto Emoundergrounds, infatti, rendono possibili interventi di promozione, valorizzazione e fruizione dell’immobile, al centro nei giorni scorsi di un sopralluogo e delle verifiche da parte di tecnici e funzionari dell’ente e di Giuseppe De Prezzo, architetto del settore New Technologies & Design Department di Cetma, il consorzio che si è aggiudicato i servizi di assistenza tecnica e di progettazione. Al sopralluogo ha preso parte anche l’assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico Giulia Puglia. La verifica è servita a stilare la “tabella di marcia” degli interventi, la consistenza di alcune azioni preliminari (soprattutto nei sotterranei) e il raccordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Grazie ad ausili tecnologici e informatici, audio-guide, pannelli, realtà aumentata, simulazioni, applicazioni mobili intelligenti, schermi interattivi e proiezioni, i visitatori potranno fare un salto nel passato trovandosi virtualmente a tu per tu con duchi e baroni o con prigionieri chiusi nelle segrete.

Un percorso emotivo e suggestivo tra storia e leggenda, che ha al centro inevitabilmente la figura di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, il “Guercio di Puglia”, che era il figlio di Giulio I Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, e di Caterina Acquaviva d’Aragona, duchessa di Nardò, e che nell’estate del 1647 fu inviato dal regno di Napoli a domare la rivolta di Nardò.

Gli ambienti al centro della valorizzazione

Gli ambienti interessati saranno l’atrio (all’ingresso da piazza Battisti) che diventerà una “welcome area”, le terrazze di due torrioni (il più grande, che si affaccia su via Roma, e quello in corrispondenza del Museo della Città e del Territorio), destinate a area multifunzionale (spazio per incontri e letture, angolo multimediale e area social) e per bambini, e soprattutto i sotterranei, dove nascerà un vero e proprio itinerario virtuale per scoprire la ricca storia del castello e, in parte, della città.

Il castello Acquaviva d’Aragona

Costruito sotto il ducato degli Acquaviva d’Aragona nel XV secolo, il castello ha un impianto quadrangolare con tre torrioni circolari e uno a mandorla. Era circondato da un fossato che fu colmato agli inizi del ‘900, salvo per il lato attiguo alla Villa Comunale. Fa parte di una serie di castelli aragonesi della fine del 1400 per la difesa della Terra d’Otranto dopo l’attacco del 1480 nella città idruntina e la presa di Gallipoli del 1484. Con le leggi napoleoniche venne sottratto alla casata degli Acquaviva e passò al demanio del Regno per poi essere acquistato dai baroni Personè alla metà dell’Ottocento. Nel 1933 fu venduto al Comune di Nardò per 78 mila lire.

Il progetto Emoundergrounds

Emoundergrounds (“emotional undergrounds”, sotterranei emozionali) vede Nardò capofila di una rete internazionale di infrastrutture culturali e rientra nel programma di cooperazione europea Interreg V-B Adriatic-Ionian 2014-2020. Riguarda dieci partner di progetto e cinque partner associati tra Italia, Grecia, Croazia, Slovenia, Albania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina. I primi sono, oltre al Comune di Nardò, i Comuni di Carpi (Modena), Andravida-Kyllini (Grecia), Ivancna Gorica (Slovenia) e Kukes (Albania), l’agenzia di sviluppo di Rijeka “Porin” (Croazia), l’istituto pubblico “Fortezza della Cultura” di Sibenik (Croazia), il centro regionale di sviluppo di Koper (Slovenia), l’organizzazione del turismo del Comune di Bar (Montenegro) e l’agenzia per lo sviluppo delle piccole e medie imprese di Trebinje (Bosnia-Erzegovina). I secondi sono la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, la Fondazione Forte Marghera del Veneto, l’ente turistico di Rijeka (Croazia), il Comune di Komen (Slovenia) e il centro della cultura di Bar (Montenegro). Il progetto, finanziato con 2,8 milioni di euro (di cui 560 mila per Nardò), punta a sfruttare il fascino intramontabile di luoghi segreti e il mistero restituito da anguste stanze e bui corridoi del piano interrato di un maniero.

Tags: iniziative-culturali
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