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Condannato a 30 anni per omicidio, si dà alla latitanza. 51enne catturato in un B&B di Torre Lapillo

by Redazione
29 Aprile 2025 12:16
in Cronaca
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Si nascondeva nella camera di un B&B a Torre Lapillo il 51enne Carmine Mazzotta, latitante dall’8 marzo di quest’anno dopo la sua condanna a trent’anni di carcere per omicidio, confermata il giorno prima dalla Cassazione. A trovarlo sono stati i Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale, che dopo la sua fuga non hanno mai abbandonato l’idea di trovarlo ancora in zona.

Si è chiusa nella mattinata di sabato la latitanza del pregiudicato, sparito dalla circolazione dal 7 marzo di quest’anno, poche ore dopo la sentenza definitiva degli “ermellini” che avevano confermato la condanna a 30 anni di carcere, inflittagli dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto il 30 maggio dello scorso anno, poiché́ riconosciuto colpevole del reato di omicidio in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi commesso il 17 marzo del 1999 ai danni del 21enne Gabriele Manca, coinvolto in contrasti legati allo spaccio di droga e poi assassinato in una zona di campagna compresa tra Lizzanello e la frazione di Merine, a pochi chilometri da Lecce. Il cadavere del giovane venne ritrovato il 5 aprile successivo, giorno di Pasquetta.

La vittima, secondo il quadro ricostruito dai Carabinieri del Ros diciotto anni dopo il delitto, era stata uccisa a colpi di pistola sparatigli alle spalle con una Tokarev semi-automatica calibro 7,62, mentre tentava la fuga da un commando di quattro persone che aveva organizzato una vera e propria esecuzione, fra cui Carmine Mazzotta, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, ossia colui che avrebbe premuto il grilletto, tirato in ballo anche da due collaboratori di giustizia.

Dopo la condanna in primo grado a trent’anni con il rito abbreviato e la conferma della pena in appello, i giudici della Cassazione avevano annullato con rinvio la condanna per Mazzotta, ragion per cui era stato instaurato un nuovo processo d’appello a Taranto. In seguito alla decisione definitiva della condanna a trent’anni arrivata il 7 marzo 2025, l’uomo si era reso irreperibile, ma alla fine è stato rintracciato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, all’esito di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Dopo prolungati appostamenti, servizi di osservazione e ricognizioni, i militari dell’Arma hanno individuato il presunto nascondiglio del latitante presso un B&B di Torre Lapillo poco distante dalla spiaggia, perciò̀ sono rimasti appostati giorno e notte per essere sicuri che fra gli ospiti della struttura ci fosse proprio il 51enne.

Prima di entrare in azione, due carabinieri, fra cui una donna, hanno prenotato una stanza spacciandosi per una coppia di turisti arrivati nel Salento per il “ponte” festivo, poi, una volta individuata la camera occupata dal latitante, hanno avvisato le altre pattuglie che hanno circondato la struttura ricettiva e hanno fatto irruzione, cogliendolo di sorpresa.

Il 51enne, che naturalmente aveva trovato rifugi senza dare il vero nome e cognome, al momento dell’arresto era da solo e non ha opposto resistenza, mostrandosi sorpreso per l’arrivo degli investigatori, ai quali ha raccontato che per non farsi scoprire aveva evitato qualsiasi rapporto con l’esterno, approfittando della vicinanza al mare per fare qualche passeggiata, oppure qualche sporadico spostamento nei dintorni per la spesa.

L’uomo aveva con sè vari telefoni e diverse utenze telefoniche, oltre a capi di abbigliamento non solo estivi ma anche invernali, pertanto non è escluso che avesse pensato di spostarsi altrove per prolungare la latitanza.

Il 51enne è stato quindi portato in carcere a Lecce, dove dovrà̀ scontare la pena definitiva, nel frattempo con gli elementi acquisti durante le sue ricerche, sono in corso ulteriori indagini da parte degli uomini della “Benemerita”, mirate a ricostruire il periodo di latitanza e a scoprire le persone che lo hanno protetto e aiutato dal giorno della fuga.

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