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Cavallino da scoprire, un itinerario dalle vestigia messapiche fino al moderno centro commerciale

by Eliseo Politi
17 Febbraio 2025 8:43
in Turismo, Viaggi & Itinerari
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Un viaggio parte sempre da una strada… Percorrendo dalla periferia di Lecce via Leuca, prima di arrivare a Cavallino, troviamo una rotatoria con la statua di un cavallo. Al di là dell’assonanza con il nome di Cavallino, la statua rimanda alle origini messapiche del paese. Questo popolo era molto esperto nell’allevamento degli equini.

A Cavallino troviamo il Museo Diffuso.
E’ un’area di circa 45 ettari in cui sono stati rinvenuti i resti di un antico insediamento messapico. Il museo è gestito in collaborazione con l’Università del Salento, che qui svolge attività didattiche sul campo per gli studenti; è presente anche un museo didattico archeologico, dove scolaresche e turisti possono vedere da vicino reperti come il guerriero e la donna messapici.

Sulla via che conduce alla piazza principale, Corso Umberto I, presso l’ ex Convento dei Padri Domenicani, c’è una sede dell’Isufi, più precisamente il CEIT, Centro Euromediterraneo di Innovazione Tecnologica per i Beni Culturali e Ambientali e la Biomedicina.

Adiacente all’ex-convento troviamo la chiesa, dedicata a San Domenico di Guzman e San Nicolò: all’ interno sono presenti diverse tele realizzate in varie epoche da artisti di diversa provenienza, tra cui:
– La Madonna del Rosario che porge la coroncina ai due santi Domenico e Caterina da Siena, datata 1574;
– La Vergine Maria circondata da santi e sante, in un’esplosione di colori e figure;
– San Tommaso d’Aquino che viene raffigurato mentre combatte contro l’eresia;
– San Benedetto e Santa Scolastica che vegliano sulla famiglia marchesale: questa tela, di autore ignoto, raffigura i due santi, protettori dell’ordine benedettino, mentre vegliano sulla famiglia Castromediano, che ha contribuito alla costruzione e all’arricchimento della chiesa;
-San Raimondo di Penafort, un importante giurista e teologo;
– San Vincenzo Maria Ferreri raffigura il santo domenicano mentre compie miracoli.

Costruita su una cripta scavata nella roccia calcarea, probabilmente intorno all’anno Mille, all’interno della chiesa possiamo riscoprire un semplice altare e alcune tracce di affreschi. Era un luogo di culto per i monaci basiliani, una comunità religiosa di origine orientale che ha avuto una forte presenza nel Salento in epoca medievale.

Nella piazza centrale di Cavallino, troviamo la Chiesa Madre di Maria SS. Assunta: costruita tra il 1630 e il 1703, questa chiesa presenta un’elegante facciata barocca e un interno ricco di opere d’arte, tra cui altari barocchi e una cappella funeraria.

L’itinerario prosegue e non si ferma. Si possono ancora ammirare:

– Il Pozzo di San Domenico: un’opera architettonica del 1633, fatta costruire da Beatrice Acquaviva d’Aragona, moglie del marchese Francesco Castromediano, in onore del santo protettore della città.

– Il Castello Ducale Castromediano-Limburg: edificato nel XV secolo e successivamente arricchito con elementi barocchi, questo castello affascina per la sua imponenza e la sua storia. Fu residenza della nobile famiglia Castromediano e oggi ospita eventi culturali e mostre.

Appartenuto a Sigismondo Castromediano (1811-1895) patriota e scrittore italiano, di idee liberali e sostenitore dell’Unità d’Italia, che partecipò ai moti del 1848 e fu incarcerato per le sue idee politiche.

A proposito di cittadini illustri…altro cittadino illustre è Giuseppe De Dominicis (1869-1905), un grande poeta italiano. La sua produzione poetica è caratterizzata da un forte legame con la realtà della sua terra, il Salento, e da una profonda sensibilità umana e sociale.

Cavallino non è solo cultura; negli anni passati il sindaco Gaetano Gorgoni, con un’esperienza politica anche in campo nazionale, si è impegnato molto per ristrutturare il palazzo ducale, la promozione del Museo Diffuso e trasformare la piazza centrale della ridente cittadina.

Da una sua intuizione è nato il Centro Commerciale, distante pochi chilometri dal centro abitato, cuore pulsante delle attività economiche e commerciali non solo di Cavallino ma anche dei paesi vicini.

L’enogastronomia di Cavallino è un vero e proprio viaggio nei sapori autentici del Salento, una terra ricca di storia, cultura e tradizioni culinarie che si tramandano di generazione in generazione. Cucina tradizionale e prodotti tipici, dunque.
Già, perché la cucina di Cavallino è fortemente legata ai prodotti della terra, con un’attenzione particolare alla qualità e alla freschezza degli ingredienti. Tra i piatti tipici spiccano la pasta fatta in casa, come le orecchiette, ciceri e tria (pasta fresca con ceci), la pitta di patate, una torta salata rustica, e il rustico leccese, una sorta di calzone ripieno di pomodoro, mozzarella e besciamella.

Per quanto riguarda i secondi piatti, la carne di cavallo è una vera e propria istituzione, con la tradizionale “pignata”, uno stufato di carne cotto lentamente in un tegame di terracotta. Da non dimenticare anche il pesce fresco, cucinato in vari modi, dalla grigliata al forno, e le fritture di paranza.

Tutti questi piatti possono essere degustati nelle trattorie e nei ristoranti che impreziosiscono l’offerta enogastronomica di Cavallino.

La tradizione dolciaria di Cavallino è altrettanto ricca e variegata, e nei diversi bar e pasticcerie si possono gustare il pasticciotto leccese o lo spumone tipicamente salentino.

Nella festa patronale non manca mai la cupeta, un dolce a base di mandorle e miele, e le zeppole, frittelle ricoperte di zucchero o miele.

Ristoranti e trattorie

A Cavallino e nei dintorni si trovano numerosi ristoranti e trattorie dove è possibile gustare i piatti della tradizione salentina, accompagnati da un buon bicchiere di vino locale. Molti locali utilizzano ingredienti a km 0, provenienti da aziende agricole del territorio, garantendo la freschezza e la genuinità dei prodotti.

Tags: itinerari
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