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Presunte infiltrazioni mafiose a Scorrano? Chiusa l’inchiesta. Indagato il sindaco e altre 35 persone

by Angelo Centonze
5 Dicembre 2019 9:53
in Cronaca
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La Procura chiude l’inchiesta “Tornado” sulle presunte infiltrazioni mafiose a Scorrano. L’avviso di conclusione indagini è a firma del sostituto procuratore Maria Vallefuoco. Tra i 36 indagati compare anche il “Primo Cittadino ” Guido Nicola Stefanelli, 55 anni.

Gli altri indagati sono: Giuseppe Amato, chiamato “Padreterno”, 63 anni, di Scorrano; Francesco Amato, detto “Checco”, 28 anni, di Scorrano; Marco Cananiello, detto “Bravo”, 21 anni, di Maglie; Andrea Carrisi, 30 anni di Botrugno; Antonio De Cagna, detto “Chilla”, 47 anni, di Scorrano; Giovanni Umberto De Iaco, 22 anni di Scorrano; Simone De Luca, detto “Smith”, 42 anni, di Maglie; Andrea Amato De Luca, 21 anni, originario di Scorrano; Marco De Vitis, 43 anni, di Supersano; Francesca Ferrandi, 26 anni, originaria di Scorrano e residente a Madone (in provincia di Bergamo); Gloria Fracasso, detta “Bessy”, 47 anni, di Scorrano; Massimiliano Filippo, chiamato “Cuoco”, 42 anni, di Scorrano; Gianpiero Gallone, 28 anni, di Scorrano.

E poi, Giuseppe Grasso, 50 anni, di Lecce; Hamid Hakim, 29 anni, di origini marocchine, ma residente a Madone (in provincia di Bergamo); Luigi Antonio Maraschio, 54 anni, di Maglie; Salvatore Maraschio, detto “Totò”, 25, di Maglie; Andrea Marsella, 27 anni, di Maglie, detto “Bandera”; Donato Mega, detto “Duccio”, 37 anni, di Scorrano; Simone Natali, 30 anni, di Scorrano; Matteo Peluso, 27 anni, di Scorrano; Giorgio Piccinno, detto “Bambi”, 30 anni, di Scorrano; Luca Presicce, 26 anni, di Scorrano; Matteo Presicce, detto “Saulle”, 27 anni, di Scorrano; Giorgio Rausa, chiamato “Giorgino”, 24 anni, di Scorrano; Luigi Rausa, 45 anni, di Scorrano; Salvatore Rausa, detto “Pizzileo”, 31 anni, di Scorrano; Matteo Rizzo, detto “Penna” o “Pennetta”, 22 anni, di Scorrano; Luca Rosato, 24 anni, di Scorrano; Daniele Rosato, 22 anni, di Scorrano; Mirko Ruggeri, detto “Stromeberg”, 45 anni, di Scorrano; Federico Russo, 22 anni di Maglie; Guido Nicola Stefanelli, 55 anni di Scorrano; Franco Frisari Tamborino, 39 anni, di Maglie;Giovanni Verardi, detto “Briga”, 51 anni, di Scorrano; Matteo Zezza, 26 anni, di Scorrano.

Rispondono a vario titolo ed in diversa misura di: “Associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”, “danneggiamento seguito da incendio”, “detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti”, “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “estorsione”, “ricettazione”, “minaccia aggravata”, “porto abusivo di armi” e “sequestro di persona e violenza privata”.

L’inchiesta

L’accusa formulata dalla Procura nei confronti di Guido Stefanelli, Sindaco di Scorrano, è quella di concorso esterno in associazione mafiosa e sarebbe consistita nel “promettere agli appartenenti al suddetto sodalizio criminoso l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici, e nello specifico la gestione del parco comunale “La Favorita” con annesso chiosco bar nonché la gestione dei parcheggi comunali”.
La contropartita per Stefanelli? “Il sostegno del clan nelle competizioni elettorali alle quali era interessato”.
Il candidato si sarebbe così avvalso della collaborazione di Massimiliano Filippo, dipendente della ditta Nuova Era, amministrata dal primo.
Le elezioni “incriminate” sarebbero le comunali del maggio 2017, all’esito delle quali, Stefanelli veniva eletto Sindaco.

Stefanelli, durante le indagini venne anche ascoltato in Procura, assistito dagli avvocati Luigi Corvaglia e Alfonso Parente Stefanizzi. Egli sostenne, dinanzi al pm Vallefuoco, di non aver mai fatto alcun favore al clan Amato e di non aver mai chiesto il voto.

Invece, nei giorni scorsi, sono terminati i lavori della commissione prefettizia, incaricata di verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata nel Comune di Scorrano. E la relazione è stata già trasmessa dal Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta al Ministero dell’Interno. Una volta esaminati gli atti, il Viminale deciderà sull’eventuale scioglimento del Consiglio comunale per mafia.

E poi, le indagini “Tornado” hanno permesso di sgominare un vero e proprio clan emergente, con disponibilità di armi, che agiva con particolare violenza, che aveva il proprio core business nello spaccio di droga e da cui ricavava circa 500mila euro l’anno.
Alla guida del sodalizio Giuseppe Amato, detto “padre eterno”. Al suo fianco il figlio Francesco.
La banda agiva attraverso atti intimidatori e spedizioni punitive. Come nel caso dell’omicidio del giovane Mattia Capocelli lo scorso 25 aprile.

E lo stesso sindaco di Scorrano sarebbe stato destinatario, insieme a un assessore, di minacce per il ritardo nel disbrigo di alcune pratiche.

Il nome dell’operazione, “Tornado”, deriva dalla denominazione di un petardo e tra gli indagati vi è anche Donato Mega, l’amministratore di una ditta di fuochi di artificio che non solo forniva il materiale per realizzare gli ordigni destinati alle intimidazioni, ma anche le specifiche tecniche per aumentarne il potenziale.

L’indagine è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maglie dal settembre 2017 e ha consentito di individuare le condotte delinquenziali di un agguerrito gruppo criminale “emergente” di tipo mafioso egemone in numerosi comuni dell’area magliese.

Il Collegio difensivo

Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati: Luigi ed Arcangelo Corvaglia, Dimitry Conte, Giuseppe Presicce, Mario e Vincenzo Blandolino; Giovanni Montagna, Silvio Caroli, Mario Coppola, Pantaleo Cannoletta.

Tags: operazione-tornado
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