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Copertino, è fronte comune per salvare l’ospedale. Domenica una manifestazione pubblica

by Massimo Alligri
23 Agosto 2017 14:39
in Attualità
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Una manifestazione di protesta programmata per domenica mattina e una raccolta di firme presso il comune, gli studi medici, gli esercizi commerciali e le parrocchie. Sono queste le prime azioni decise nel corso dell'assemblea pubblica che si è tenuta mercoledì sera presso la sala consiliare del Comune, indetta in difesa dell'Ospedale "San Giuseppe da Copertino".
 
All'assemblea erano presenti, oltre alla cittadinanza, le forze politiche, le associazioni, i rappresentanti dei comuni dell'Union 3 e alcuni medici operanti presso il nosocomio copertinese, tutti accomunati dalla necessità di fare fronte comune, al di là delle ideologie e delle appartenenze di partito, e remare in un'unica direzione per la difesa ad oltranza di un ospedale storico dove hanno lavorato e lavorano tante professionalità. Un ospedale che nel corso degli anni ha già perso il Distretto Sanitario con spostamento della quasi totalità degli specialisti ambulatoriali verso il distretto di Nardò e che ora vede materializzarsi la possibilità di un declassamento a "ospedale di base", passando dagli attuali 170-200 posti letto ad un massimo di 72-80 posti letto, perdendo così delle eccellenze professionali che saranno dirottate verso altri presidi ospedalieri con conseguente chiusura di diversi reparti.
 
Se fossero vere le indiscrezioni relative al Piano di riordino ospedaliero che circolano in questi giorni, si profila un futuro pieno di ombre per l'Ospedale di Copertino. Qualora il riassetto deciso dal governatore Emiliano fosse confermato, presso il nosocomio copertinese rimarrebbero, infatti, i soli reparti di Medicina Interna, Chirurgia e Ortopedia, un servizio di anestesia, un Pronto Soccorso, perdendo di fatto i reparti di Cardiologia e Unità di Terapia intensiva Cardiologica, Ginecologia e Ostetricia, Pediatria, Urologia, Geriatria.  
 
Al di là delle logiche politiche e burocratiche, la comunità copertinese si interroga sul fatto che nel giro di poco tempo il "San Giuseppe da Copertino", che per volumi di prestazioni (secondo per accessi al pronto soccorso e per numero di parti solo al "Vito Fazzi" di Lecce), per bacino di utenza e per posizione geografica, sia passato dalle strutture da potenziare a quelle colpite dal declassamento.

Sui vari social network si è già aperto un ampio dibattito che, contrariamente all'unità di intenti espressa a parole, si sta sviluppando su attacchi personali, polemiche, scambi di accusa e di responsabilità da addossare ai vari esponenti politici. Tra questi anche l'assessore regionale Sebastiano Leo, accusato di essere sordo alle istanze dei suoi concittadini. «Chi mi conosce – ha scritto Leo sul suo profilo Facebook – sa bene quanto il mio impegno sia spesso silenzioso: non amo la ribalta, benché meno le sterili polemiche di chi fa dell'opposizione alle persone, più che sui temi, la propria professione. Chi crede di poter fare demagogia su questi temi, tirandomi per la giacca, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, tutta la sua pochezza. Non mi presterò a queste dinamiche da arena che impediscono il raggiungimento di soluzioni condivise. Chiedo, piuttosto, a tutti, la massima partecipazione, per spiegare le nostre ragioni ininterrottamente. Ogni volta che sia necessario dar prova di coesione, per essere davvero comunità».

Tags: riordino-ospedaliero
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