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‘Mi godo mio padre che è sempre fuori per lavoro. E non dimentico lo studio e la danza’, il racconto di una giovane leccese

by Giorgia Todaro, Istituto Comprensivo 'Ammirato - Falcone', Lecce, classe II A
1 Aprile 2020 15:36
in Attualità
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Quante volte i miei nonni mi hanno raccontato ciò che hanno vissuto durante la II Guerra Mondiale, quando erano piccoli! Alle mie orecchie mi sembrava così strano e surreale aver vissuto la guerra. Bene, all’epoca fu una guerra combattuta con armi, per volontà degli uomini; oggi invece stiamo affrontando una guerra causata da un antipatico, omicida e invisibile nemico chiamato Coronavirus (Covid-19). Purtroppo sta facendo vittime in lungo e in largo, mettendo ko tutta la nostra Nazione e il Mondo intero.

Ci è stato imposto categoricamente dallo Stato italiano l’isolamento a casa, perché solo in questo modo si può evitare il contagio. Da premettere che io in casa solitamente adoro starci, perché mi piace. Naturalmente adesso, in una situazione ben diversa, riesco ad affrontare al massimo le mie giornate con serenità.

La mia giornata

La mattina, appena sveglia, con grande entusiasmo faccio colazione e mi preparo aprendo il computer e sapendo che c’è il mio Professore Macchia che mi aspetta lì, puntuale, per la lezione di grammatica, storia o per la mia amata letteratura. Mi sembra di stare a scuola con lui e con i miei compagni, che mi mancano tanto, però mi accontento. Proseguo con i miei compiti da svolgere per i giorni assegnati, per cui la maggior parte del tempo lo dedico allo studio.

Nel pomeriggio mi mantengo in forma con le video-lezioni di danza della mia maestra e poi con la visione di film con mamma e papà. Prima, non avendo tanto tempo a disposizione, non ho mai goduto pienamente lo stare così in famiglia, soprattutto con mio padre, che per motivi di lavoro è sempre fuori. Oggi invece è più presente. Giochiamo tutti e tre a giochi di società da tavolo e alla PS4, usciamo in giardino con la mia cagnolina Carlotta per fare giardinaggio e prendere un po’ di sole, visto che la primavera ha fatto capolino.

Insomma, che dire? In questo stato di disperazione sento soprattutto la lontananza dai miei nonni, che poverini, con la loro vecchiaia, vivono di più la solitudine e mi mancano moltissimo. Cerco naturalmente di trovare in tutto ciò un po’ di positività. Questa brutta epidemia non ci lascerà facilmente, se ognuno di noi non rispetta le regole. Di certo sono convinta che con la preghiera e l’aiuto del Signore e la potenza del nostro Stato, prima o poi ne usciremo.

Secondo me, tutto ciò ci sta facendo capire che il mondo di prima non poteva continuare ad esistere (lusso, spreco, cattiveria, violenza, indifferenza e perdita di valori), per cui il terribile nemico ci ha messo la sua mano stoppando tutto e tutti. Io credo che nella vita ci sia ben altro e che tutto può finire all’istante. La ripresa prima o poi ci sarà, ci ritroveremo tutti cambiati, moralmente provati, e certamente apprezzeremo di più le cose semplici che in passato non coltivavamo nel modo più appropriato.

Quello di Giorgia Todaro è il terzo racconto che ci regalano gli studenti della II A dell’Istituto Comprensivo ‘Ammirato-Falcone’ di Lecce. In precedenza, Leccenews24.it ha pubblicato le riflessioni di Martina Turco e Davide Pio Cobuzzi.

Tags: coronavirusracconti
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