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Coronavirus, la Regione Puglia schiera pediatri e medici di medicina generale: si occuperanno dei pazienti a casa

by Redazione
20 Novembre 2020 15:23
in Attualità
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Nella battaglia contro il Coronavirus, la Regione Puglia ha deciso di schierare in campo i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta che potranno prendere in carico il paziente con sintomi covid, prenotare il tampone molecolare o eseguire i test rapidi per i contatti stretti asintomatici e potranno disporre l’isolamento fiduciario, stabilendo la data di inizio e fine della quarantena. In poche parole si occuperanno di seguire le persone a casa, in assistenza domiciliare. È quanto prevede il protocollo di intesa firmato oggi tra Regione Puglia, Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta.

«Regione, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta costituiranno insieme il nuovo modello di ospedale che si decentra nelle abitazioni dei cittadini, non solo per il Covid, ma più in generale per tutte le situazioni gestibili a domicilio che necessitano di cure e di assistenza» ha dichiarato il Governatore Michele Emiliano.

Si tratta, senza dubbio, di un arma in più contro il Covid19. Come ha spiegato anche l’assessore alle Politiche della Salute, Pier Luigi Lopalco i medici conoscono i loro pazienti, il territorio e potrebbero essere determinanti per contenere la pandemia e limitare i ricoveri, disponendo tamponi, quarantene e portando le cure a casa. «Ringrazio i medici per il loro impegno che sarà un enorme passo in avanti nella lotta al virus e che porterà anche un po’ di sollievo ai colleghi dei Dipartimenti di Prevenzione» ha concluso l’epidemiologo.

«L’accordo firmato oggi – ha dichiarato il direttore del dipartimento Politiche della Salute, Vito Montanaro – recepisce l’accordo nazionale e lo integra prevedendo azioni che consentiranno ai medici ed ai pediatri di base di svolgere un ruolo fondamentale nella gestione della pandemia e di testare il nuovo modello di assistenza territoriale che utilizzerà anche la telemedicina».

Contenere i contagi e ridurre la pressione sugli ospedali: sono questi gli obiettivi che si vogliono raggiungere, anche con il protocollo d’intesa. Rafforzando il territorio, valorizzando il contributo professionale della Medicina Generale e dei Pedietri si sta dando una risposta territoriale alla situazione di emergenza che si sta affrontando. Da sempre, questi professionisti sono il “primo contatto” per pazienti e famiglie e lo saranno anche per chi sta affrontando il Sars-Cov2 in termini di sorveglianza, diagnostica e terapia domiciliare.

Non solo, sono state emesse delle linee guida per le diagnosi anche in vista dell’arrivo dell’influenza stagionale, per la presa in carico dei pazienti e l’individuazione dei casi Covid e dei contatti stretti.

Cosa potranno fare per i pazienti Covid?

Le attività saranno: presa in carico clinica del paziente sintomatico, prenotazione del tampone per i pazienti sintomatici, azioni di rafforzamento e supporto alle azioni di sanità pubblica, esecuzione dei tamponi rapidi per i contatti stretti asintomatici dopo 10 giorni di quarantena.

Una volta fatta la diagnosi di caso sospetto, medici e pediatri, tramite piattaforma informatica, prenoteranno il tampone diagnostico molecolare o in modalità “drive in” o per i pazienti fragili o non trasportabili, lo segnaleranno ai dipartimento di competenza. I medici e i pediatri disporranno, ad esito positivo del tampone, il periodo di inizio e fine isolamento anche per i propri pazienti casi di contatto stretto.

Garantiranno l’esecuzione del tampone rapido antigenico, presso i propri studi o in altre strutture individuate dalle Asl mediante accordi locali. La fornitura dei tamponi sarà a cura del Commissario straordinario per l’emergenza covid, per il tramite della Protezione civile regionale che fornirà anche i necessari DPI.

Il target dei pazienti per i test rapidi riguarda tra l’altro pazienti in carico “contatti stretti asintomatici” allo scadere dei 10 giorni di isolamento individuati dal medico di MMG o PLS, oppure pazienti in carico “contatti stretti asintomatici” allo scadere dei 10 giorni di isolamento individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione in attesa di tampone rapido o caso sospetto di contatto che il medico di MMG o PLS si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido.

Tags: coronavirus
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