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Dopo il “rimprovero” per un petardo, sparano sei colpi di pistola contro un’abitazione. Due condanne

by Redazione
6 Febbraio 2025 11:17
in Cronaca
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Arrivano due condanne per oltre 10 anni di reclusione, dopo il processo con il rito abbreviato, per i sei colpi di pistola, esplosi il giorno dell’Epifania dello scorso anno, contro il portone di un’abitazione nel centro di Alliste. Il giorno prima, vi erano state ripetute minacce con un coltello verso alcuni ragazzi ed i loro genitori, “rei” di avere rimproverato uno dei due soggetti, per un petardo esploso nella piazza del paese.

Il gup Valeria Fedele ha inflitto la pena di 6 anni e 2 mesi di reclusione e 14.000 euro di multa a M. R. 34enne e 4 anni, oltre a 6mila euro di multa, per T. C., 41enne, entrambi di Alliste. I due sono stati condannati anche al risarcimento del danno in separata sede, verso uno dei genitori delle giovani vittime che si era costituito parte civile.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Silvio e Giorgio Caroli e da Simone Viva potranno fare ricorso in Appello.

Rispondevano a vario titolo dei reati di detenzione e porto illegale di pistola, accensioni ed esplosioni pericolose, danneggiamento aggravato e minacce.

I fatti

I fatti risalgono a 6 gennaio del 2024, quando, in base alla ricostruzione degli inquirenti, avvenne che M.R e T.C. esplosero dei colpi di arma da fuoco contro il protone di una casa ad Alliste. E sempre dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Casarano, emerse che il giorno prima, M.R. aveva lanciato e fatto esplodere un grosso petardo in piazza dove erano presenti anche alcuni minori.

A seguito delle rimostranze e lamentele avanzate dai genitori nei confronti dell’uomo, nacque una lite al culmine della quale, M.R., brandendo un coltello, avrebbe minacciato di morte tutti i presenti aggiungendo che li avrebbe colpiti con armi da fuoco. La notte seguente quindi,M.R., assieme a T.C. avrebbe esploso sei colpi di pistola a scopo intimidatorio, proprio contro il portone dell’abitazione di uno dei genitori che la sera prima aveva preso parte alla discussione.

I due vennero arrestati e per entrambi si aprirono le porte del carcere. E in seguito venne emesso il decreto di giudizio immediato a firma del gip Giulia Proto. Dopo il processo con rito abbreviato (richiesto da entrambi), T.C. ha ottenuto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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