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Feste patronali, gli operatori del comparto stremati dalla crisi alzano la voce: ‘Fateci lavorare!”

by Redazione
1 Febbraio 2022 12:22
in Attualità
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C’è stato un tempo non lontano, anzi recente, in cui per le famiglie della comunità salentina era un vero e proprio rito partecipare alle feste patronali, non solo quelle del proprio paese, ma a seconda della devozione anche di altre città più o meno limitrofe.

Era bello seguire la processione del Santo, fermarsi alle bancarelle per comprare noccioline, cupeta e dolciumi, scapece e sfizierie varie, accompagnare i più piccoli per qualche giro alle giostre, aspettare i fuochi d’artificio e poi tornare a casa. Non sembrava possibile non esserci, assentarsi. Spesso proprio chi era stato costretto ad emigrare rientrava in quell’occasione speciale per partecipare alla festa.

Sembra un secolo fa che era così…e invece è soltanto ieri. Ieri prima che arrivasse il coronavirus, il covid, la pandemia come la chiamiamo, ormai, tutti.

Ma il blocco delle feste patronali, sia pure per legittimi motivi sanitari, che comunque la vaccinazione di massa dovrebbe aver alleggerito soprattutto con l’arrivo dell’estate, sta mettendo in gravissima difficoltà economica tante imprese – e tante famiglie – che sono l’anima di quel comparto.

Comitati, bande, luminaristi, fuochisti, giostrai, artigiani e venditori ambulanti sono fermi da due anni. I ristori e i programmi di supporto previsti dal Governo e dalla Regione Puglia non sono stati sufficienti, la situazione per tantissimi operatori è prossima allo stremo anche perchè tutte le istituzioni, a tutti i livelli (quasi sempre per prudenza, spesso per paura, talvolta per incuria) non se ne occupano con la solerzia che sarebbe dovuta.

Ecco perchè, attraverso un’istanza, suonano un campanello d’allarme Graziano Cennamo (Presidente di PugliArmonica APS), Benedetto Grillo (Presidente dell’Associazione Nazionale Bande da Giro), Giuseppe Truppa (Delegato Regionale Associazione Pirotecnica) e Vito Maraschio (Presidente dell’Associazione Luminaristi Pugliesi).

Scrivono al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al presidente della Conferenza Episcopale Pugliese Mons. Donato Negro e al direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia Aldo Patruno per cercare un confronto costruttivo e trovare una soluzione percorribile.

“Sembra che ci sia la volontà politica di tenerci fermi!”

La finalità è una e una sola: permettere a tanti lavoratori di tornare al lavoro e dare continuità a quanto fatto a tutte quelle attività, culturali ed economiche, legate alle feste popolari e alle manifestazioni religiose, un settore fermo quasi del tutto dalle restrizioni imposte dall’emergenza Covid.

 

“Le manifestazioni religiose e le processioni – scrivono Cennamo, Grillo, Truppa e Maraschio – possono svolgersi in sicurezza e nel rispetto delle norme anti-contagio (come indicato nel giugno 2020 dal CTS) e sembra invece una espressa volontà politica tenerle ferme. In altre regioni del Mezzogiorno, le stesse iniziative si tengono regolarmente. Chiediamo un tavolo programmatico per pianificare la ripresa delle attività del comparto della tradizione popolare, in tempo per poter programmare con i giusti tempi le date estive in quanto a questi appuntamenti è legata la sopravvivenza di intere categorie di lavoratori e secoli di storia del nostro patrimonio culturale immateriale”.

 

Tags: feste-patronali
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