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Giulia Cecchettin, il funerale e la sepoltura accanto alla mamma

by Redazione
4 Dicembre 2023 8:17
in Cronaca
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Sono le 23.18 di sabato 11 novembre, quando al 112 giunge una chiamata. Un testimone racconta che mentre si trovava su un balcone che si affaccia sul piazzale di via Aldo Moro ha sentito una ragazza urlare, «Così mi fai male!…». Quella voce femminile che chiedeva disperatamente aiuto era di Giulia Cecchettin, una ragazza come tante, ad un passo dalla laurea e con tanti sogni ancora da realizzare, presa a calci a 150 metri da casa sua. Su quella Grande Punto nera, sfrecciata via al buio dal parcheggio di Vigonovo, la studentessa vivrà i suoi ultimi momenti di vita. Nella zona industriale di Fossò, forse con le ultime forze rimaste, Giulia ha cercato di scappare dal suo ex fidanzato diventato un assassino. Di quei, drammatici, momenti restano le immagini dalle telecamere di sicurezza di una nota azienda che riprendono l’orrore. Un video di pochi secondi, sufficienti a raccontare una storia terribile e straziante. La corsa, il tentativo di mettersi in salvo, la caduta sul marciapiede… Quando l’auto si allontana nel buio, la studentessa, caricata sul sedile posteriore, era morta dissanguata.

“Ho accoltellato Giulia con un coltello da cucina e l’ho vista morire”, ha raccontato Filippo Turetta durante l’interrogatorio nel carcere di Verona. Al Pubblico Ministero di Venezia il 21enne ha confidato che non aveva accettato la fine della relazione, che non si era arreso all’idea, dopo essere stato lasciato, che Giulia non fosse più «sua». «Era solo mia, e non poteva essere di nessuno», avrebbe detto. «Mia» è un aggettivo che usa spesso, a differenza di «ex» fidanzata che gli suona ancora stretto. Quando ricostruisce le fase più drammatiche Filippo Turetta dice di non «capire cosa gli sia scattato in testa».

«Voglio pagare» avrebbe detto, aggiungendo quel ‘il giusto’ che tanto ha fatto discutere sui social. Una confessione durata più di otto ore in cui lo studente ha riordinato i pezzi di quel sabato nelle strade deserte di Fossò, quando il 21enne, con «inaudita ferocia» ha aggredito e ucciso Giulia che, dopo la laurea in ingegneria biomedica, conquistata nonostante il dolore per la morte della mamma, aveva progettato di trasferirsi a Reggio Emilia per frequentare una scuola che le avrebbe permesso di coronare il suo sogno, quello di diventare una disegnatrice per bambini. Ma l’idea non piaceva all’ex fidanzato carnefice. Forse per questo Filippo ha lasciato un libro, ‘Anche i mostri si lavano i denti’, vicino al corpo di Giulia, abbandonato in fondo a una scarpata non lontano dal lago di Barcis.

I funerali

Martedì a Padova, alle 11.00, ci sarà l’ultimo saluto a Giulia nella chiesa di Santa Giustina Maggiore in Prato della Valle, affacciata su una grande piazza per permettere di seguire la cerimonia sui maxischermi. Sarà prevista anche una cerimonia più intima nella chiesa di Saonara.

In attesa dei funerali, anche Milano ricorda Cecchettin. In centro città, in via Santa Radegonda, è apparso un murale dedicato alla 21enne uccisa da Turetta. La ragazza è raffigurata su una colonna dove c’era il cinema Odeon, vicino al Duomo, mentre si stringe da sola in un cappotto rosso, colore simbolo del femminicidio e della violenza contro le donne. Sulla borsa una scritta: “Volevo solo scomparire in un abbraccio”. L’opera è dell’artista Fabio Ingrassia, che ne ha condiviso sui social le immagini.

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