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“Posti di lavoro in cambio di sesso, vino e aragoste”. Riesame conferma i domiciliari per Totò Ruggeri

by Angelo Centonze
11 Settembre 2022 11:57
in Cronaca
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Resta ai domiciliari l’ex assessore regionale al welfare ed ex senatore Totò Ruggeri, raggiunto nei mesi scorsi da un’ordinanza di custodia cautelare. Il dispositivo è stato depositato dal collegio del Tribunale del Riesame (presidente e relatore Pia Verderosa, a latere Giovanni Gallo ed Antonio Gatto).

I giudici hanno rigettato l’appello discusso nella mattinata di oggi dagli avvocati Giuseppe Fornari e Salvatore Corrado. I legali avevano impugnato il provvedimento del gip Simona Panzera, che aveva a sua volta rigettato l’istanza avanzata dalla difesa che chiedeva l’annullamento della misura cautelare. Nello specifico, gli avvocati Fornari e Corrado, hanno sottolineato l’insussistenza delle esigenze cautelari, poichè Ruggeri non ricopre più alcun incarico pubblico (due anni fa si dimise dalla carica di assessore regionale) e inoltre è passato molto tempo dai fatti contestati dalla Procura. Dunque, secondo la difesa, non vi sarebbe il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Nel corso della discussione in aula, invece, il pm Alessandro Prontera ha ribadito le accuse nei confronti del 72enne di Muro Leccese.

Ricordiamo che Ruggeri ha chiesto di essere interrogato dal pubblico ministero per chiarire la propria posizione. Il pm Prontera ha detto no all’ascolto dell’ex assessore regionale. Ruggeri si era avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Panzera.

Le indagini – si legge nell’ordinanza del giudice – hanno mostrato il potere di Ruggeri di infiltrarsi nei gangli della pubblica amministrazione, come nei consorzi di bonifica, ricevendo in cambio favoritismi secondo meccanismi clientelari. I posti di lavoro in cambio di favori sono al centro del rapporto tra Totò Ruggeri, Suor Margherita Bramato, direttrice dell’ospedale di Tricase e il Direttore Generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo.

Secondo l’ipotesi accusatoria poi, il 72enne di Muro Leccese, in qualità di assessore al welfare ed il medico Elio Vito Quarta, “stringevano un patto corruttivo”, con la collaborazione del commercialista Giantommaso Zacheo per accreditare il centro privato “Prodia” di Muro Leccese all’esercizio dell’attività di procreazione assistita.

Nell’ordinanza del gip si parla poi di posti di lavoro per i suoi “protetti”, in cambio di pesce di qualità e champagne. E si fa riferimento anche ad un presunto patto a luci rosse tra l’ex senatore dell’Udc e una 37enne che ambiva a migliorare la sua posizione lavorativa. Inoltre, avrebbe ‘raccomandato’ una donna con cui aveva intrattenuto una relazione sentimentale, aiutandola a trovare una sistemazione in un noto istituto culturale salentino.

La Procura gli contesta inoltre il voto di scambio alle regionali del 2020. Secondo la Procura, Ruggeri e Mario Pendinelli (ex consigliere regionale) avrebbero promesso e offerto denaro ai loro referenti politici in due Comuni del Salento.

Inoltre, viene rivolta a Ruggeri l’accusa di falso, riguardo il ripristino dell’arenile del lido Atlantis, lo stabilimento balneare di sua proprietà, formalmente amministrato da un’altra persona, in concorso con Pierpaolo Cariddi, sindaco di Otranto, con il responsabile dell’area tecnica, Emanuele Maggiulli e con Mario Pendinelli.

Una volta che il Riesame depositerà le motivazioni, la difesa potrà proporre ricorso in Cassazione.

Riguardo la posizione dell’ex direttore generale della Asl leccese Rodolfo Rollo, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda, si attende la decisione del gip Simona Panzera sulla richiesta di sospensione avanzata dal pm Alessandro Prontera. L’indagato è accusato di corruzione impropria per aver “favorito” l’accordo per l’acquisto delle prestazioni dialitiche delCentro Santa Marcellina del Panico di Tricase, diretto da Suor Margherita Bramato, in cambio dell’assunzione del figlio in ospedale.

Tags: inchiesta-ruggeri
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