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L’ospedale Vito Fazzi e il reparto fantasma. A rischio i pazienti extra locati di Medicina

by Redazione
23 Agosto 2017 18:04
in Attualità
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Il reparto di medicina del nosocomio leccese è pieno come un uovo, non soltanto nel periodo del picco influenzale. Così molti pazienti vengono destinati in altri reparti, non attinenti alla patologia.

Il problema è già stato segnalato al direttore generale Giovanni Gorgoni, sempre impegnato nel suo “viaggio” alla conoscenza del territorio. Insomma, il reparto di Medicina scoppia: ai 40 posti letto dei 2 reparti diretti dal dottore Gaetano Castrignanò si aggiungono ogni giorno, mediamente, 12-15 pazienti che devono essere ricoverati in altri reparti (extralocati) e lì essere curati e seguiti.

Come scrive l’associazione Salute Salento, si parla in pratica di un altro reparto “fantasma”, che da anni la Regione ha programmato di istituire.
Il problema reale è presto detto: l’unico medico di guardia di notte deve dividersi in 8 per seguire i suoi pazienti ricoverati nei 2 reparti di Medicina e gli altri distribuiti fra Oculistica, Dermatologia, Chirurgia plastica, Otorino, Urologia e Chirurgia toracica. Reparti che sono dislocati su piani diversi e ali dell’edificio diverse.

Una situazione che è chiaramente insostenibile e che fa intervenire anche i sindacati che denunciano “Questo vuol dire rischiare la pelle del malato e soprattutto avere a che fare con degli infermieri non adeguatamente adeguati e competenti per queste patologie, diverse da quelle che trattano ogni giorno nel loro reparto”.

“Non si può andare avanti così – afferma un dirigente di Chirurgia toracica – i nostri infermieri devono concentrarsi sui nostri pazienti; non possono seguire i ricoverati extra locati”.

I sindacati chiedono pertanto alla direzione Asl che il reparto di Medicina possa essere autorizzato a bloccare altri ricoveri quando il medico di guardia non è fisicamente in grado di gestire la situazione in condizioni di sicurezza. “Può accadere – spiegano da Salute Salento – che un paziente si senta male in un reparto lontano e che il medico di guardia non faccia in tempo a soccorrerlo perché impegnato in altre emergenze. Parliamo di soggetti più che anziani, con pluri patologie e scompensati sul piano clinico”.

E poi arriva il suggerimento di chi questa situazione la vive ogni giorno, ovvero un medico: “sarebbe molto meglio che tutti gli extralocati venissero  raggruppati in un unico ambiente (si potrebbe allestire uno dei tanti reparti adesso vuoti), in modo che sia possibile tenerli sotto controllo”.

Tags: disservizi-asl
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