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La differenziata difficile. Panni e pannetti raccolti solo una volta a settimana

by Redazione
24 Agosto 2017 12:14
in Attualità
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L’arrivo delle alte temperature complica il conferimento della frazione non riciclabile della quale fanno parte pannolini e traverse per neonati e bambini. I cittadini “Ci vorrebbero più turni di raccolta”. La Monteco: “Lo sappiamo, facciamo sempre di tutto per assecondare le esigenze degli utenti”

Si possono conservare panni e pannolini sporchi e tenerli sul balcone in attesa di conferirli nell’unico giorno di raccolta prevista per il cosiddetto “secco non riciclabile”?

Questo sembra accadere a Merine, frazione di Lizzanello, a due passi da Lecce, in cui la raccolta differenziata porta a porta è partita dal 24 febbraio scorso, ma la possibilità di depositare i cassonetti contenenti la frazione non riciclabile, con all’interno panni e pannetti sporchi di neonati e bambini, traverse e pannoloni per anziani avviene soltanto nella giornata di giovedì.

A detta di alcuni utenti non è cosa facile, soprattutto con l’approssimarsi della bella stagione e delle alte temperature, conservare per ben sette giorni quei rifiuti maleodoranti in attesa dell’unico giorno della settimana previsto per il conferimento.
Mentre, infatti, per la frazione umida ci sono ben tre giorni di raccolta e mentre non crea nessuna difficoltà il conferimento di plastica e carta in una sola giornata, cosa ben diversa è lo stipare nel cassonetto materiale che tende a deteriorarsi e ad emanare effluvi nauseabondi.

Da Monteco, società incaricata della raccolta, rispondono con cortesia che si stanno adoperando per risolvere questo problema con immediatezza, che ne sono a conoscenza, che purtroppo le festività pasquali comportano problemi nell’utilizzo dei mezzi anche a causa della chiusura di alcuni centri di compostaggio e che è loro intenzione venire incontro alle esigenze dei cittadini di Merine.
Insomma il problema potrebbe risolversi a breve, ma il tempo, si sa, è sempre tanto per chi segnala le criticità e sempre poco per chi si adopera a risolverle.

La raccolta differenziata è qualcosa di utile, necessario e anche bello da farsi. Magari all’inizio comporta qualche scomodità; si sa, cambiare abitudini non è facile e chi per tanti anni ha conferito nel classico sacchetto nero tutti i rifiuti in maniera indifferenziata ha trovato difficoltà nel dividere l’umido dalla plastica, il vetro dalla carta, lo scatolame dal secco non riciclabile.
Poi, però, ci si abitua e spesso sono proprio i più piccoli ad insegnare ai genitori come ci si comporta, prendendo per gioco ciò che è un habitus che poi tutela e salvaguarda non soltanto il presente, ma anche il futuro del nostro ambiente e dei nostri territori.

Molti comuni si sono attrezzati consegnando alle famiglie il famoso kit di bidoncini colorati, per aiutare e favorire il conferimento differenziato dei rifiuti.

Ciò non toglie, però, che tale buona abitudine debba essere favorita e agevolata non soltanto dalle amministrazioni comunali,  ma anche dalle aziende che effettuano il servizio di raccolta porta a porta e che nel loro protocollo di accordo con gli enti devono prevedere forme e modalità di ritiro che incentivino a differenziare, per evitare quella che in molti chiamano la transumanza del sacchetto nero, ossia la cattiva abitudine dei cittadini di non effettuare la differenziata, di riempire i sacchetti, di caricarli in auto e di depositarli in quei comuni in cui il servizio non è ancora partito.

Tags: disagi-raccolta-differenziatamonteco
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