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Processo sull’omicidio di Giovanni Caramuscio, freddato con due colpi di pistola. Ascoltato un testimone chiave

by Angelo Centonze
14 Giugno 2024 12:52
in Cronaca
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È stato sentito dall’aula bunker di Borgo San Nicola un testimone chiave del processo sull’omicidio dell’ex bancario Giovanni Caramuscio, freddato con due colpi di pistola, il 16 luglio del 2021, nei pressi di uno sportello bancomat a Lequile.
Dinanzi ai giudici della Corte d’Assise (presidente Pietro Baffa, a latere Maria Francesca Mariano e giudici popolari), è stato sentito un minorenne.

Il giovane ha confermato quanto già detto ai carabinieri, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Alberto Santacatterina. Intorno alle 23, vide un individuo addentrarsi nella campagna con una busta, per poi perderlo di vista nei pressi di un pozzo. Dopo, qualche minuto, avrebbe rivisto l’uomo, ma senza niente in mano, ritornare in strada. Grazie alle dichiarazioni del giovane, i militari risalirono a Paulin Mecaj e recuperarono la busta che conteneva alcuni indumenti corrispondenti a quelli utilizzati durante la rapina sfociata in omicidio.

Sempre nel corso del processo, è stato ascoltato il medico legale Alberto Tortorella. Ha riferito che la vittima venne colpita da due colpi di arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata, uno dei quali si rivelò fatale, poiché lo raggiunse al cuore. Non solo, poiché il medico legale nel corso dell’autopsia notò anche delle ferite sul volto della vittima, presumibilmente inflitte con il calcio di una pistola, quando Caramuscio si trovava già riverso a terra.

Ricordiamo che negli atti del processo sono confluite due lettere scritte dagli imputati, in cui viene chiesto perdono alla famiglia della vittima.

Sul banco degli imputati compaiono: Paulin Mecaj, 31enne di origini albanesi, assistito dall’avvocato Luigi Rella e Andrea Capone, 28enne originario di Tricase, difeso dagli avvocati Raffaele De Carlo e Maria Cristina Brindisino. Entrambi, residenti a Lequile, rispondono dei reati di omicidio aggravato, rapina e porto abusivo di arma.

Invece, i familiari di Giovanni Caramuscio, 69 anni di Monteroni, si sono già costituiti parte civile con l’avvocato Stefano Pati.

La prossima udienza è fissata per il 9 giugno e intanto l’avvocato Pati ha chiesto che vengano sentiti i due imputati.

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