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Frisa troppo cara, il lido asfalta il turista polemico: “se ordini una tartàre di gamberi in riva al mare…”

by Redazione
20 Agosto 2019 12:20
in Turismo
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Metti un lido esclusivo, uno dei più glamour della costa ionica (e non solo). Poi fai finta che ti viene un certo languorino e chiedi il menu, in italiano e in inglese per ordinare… E scegli una frisella da gustare in riva al mare, di grano senatore cappelli con tartare di gamberi, stracciatella, pinoli e accompagnata da pomodori datterini gialli… roba da nouvelle cousine. Infine, la addenti comodamente seduto sul lettino, sotto l’ombrellone. Un atteggiamento da viveur, da uomo di mondo disposto a non rinunciare ai piaceri della vita. Tranne quando arriva il momento di pagare il conto, dove tutto d’un tratto esce fuori lo spirito taccagno e il braccino corto. E allora che fai? Ti metti a fotografare lo scontrino per postarlo sulle pagine Facebook perché il Salento è troppo caro e non ci tornerai mai più.

No, caro turista, o meglio imprenditore salentino in trasferta in quel di Porto Cesareo. Questa volta non hai ragione. Siamo stati i primi a criticare chi gonfia un po’ i prezzi, rischiando di rovinare l’immagine di questa terra. Abbiamo raccontato le esagerazioni di qualche “furbetto” che pensa che il Salento sia una mucca da mungere. Ma in alcuni casi, come questo, la colpa è di chi chiede e ottiene servizi esclusivi da vip e pretende di pagarli con qualche nocciolina.

Per fare chiarezza

Questa mattina era giunta in redazione, da più di un nostro lettore indignato, la foto di uno scontrino. Due frise e due birre: 44 euro. Tanto, in effetti, ma c’era qualcosa che non quadrava. Così, abbiamo voluto indagare prima di dare la notizia. Ecco come sono andate realmente le cose, poi confermate anche dal gestore del lido finito al centro di una serie di attacchi social per i suoi prezzi esorbitanti.

«Nel nostro lido abbiamo due listini: uno per il bar ed uno per la spiaggia. Il listino per la spiaggia comprende una piccola maggiorazione, giustificata dal servizio che il nostro personale addetto effettua sotto l’ombrellone (come del resto accade in quasi tutti i ristoranti e i bar dʼItalia che offrono il servizio al tavolo). Ordinare, senza scomodarsi, è una scelta libera e consapevole perché tutti i prezzi sono esposti, secondo legge, sia a parete che per mezzo di menu cartacei, in lingua inglese per i clienti stranieri, consegnati prima di qualunque ordine o prenotazione. Per cui ogni prodotto non viene mai acquistato senza conoscerne preventivamente il costo».

Quindi, il turista che ha postato il conto sui social e ha “minacciato” di andare in Montenegro il prossimo anno si era ben guardato dal dire cosa aveva consumato e dove lo aveva consumato. Altro che frisellina con i pomodorini, come molti avevano immaginato.

«Le frise – precisano dal lido – hanno dei prezzi che variano a seconda degli ingredienti scelti, fino alla frisa di 14 euro, di grano Senatore Cappelli, composta con tartare di gamberi, stracciatella, pinoli e accompagnata da datterini gialli. Inoltre, è possibile apportare ulteriori aggiunte che ovviamente ne accrescono il prezzo finale. (Il listino spiaggia ha una maggiorazione di 2 euro, già inclusa nel menù spiaggia)».

Da qui il conto che probabilmente non sarà “contenuto”, ma che sarebbe stato diverso se fosse stata ordinata una frisella al pomodoro al bancone del bar.

«Ci rammarica molto se qualcuno resta insoddisfatto dei nostri servizi, ma ci dispiace molto di più se vengono veicolate e diffuse informazioni non veritiere», concludono.

Insomma, il turismo nel Salento deve migliorare e professionalizzarsi. Bisogna certamente mettere all’indice i furbetti, ma evitiamo anche di trasformare le bufale e i luoghi comuni in notizie che fanno gola. Se vai in un lido esclusivo e sentendoti un mini-Briatore fai determinate ordinazioni, al momento di pagare non puoi far finta di non aver capito o di non saper leggere il menu. Questo significa mancare di rispetto ad un territorio e a tutti quelli che fanno turismo con i mezzi e il portafogli che si possono permettere.

‘Mi hanno impedito di mangiare un panino’

L’uomo in vacanza al lido vip ha poi precisato sulla pagina facebook di Leccenews24 che non era sua intenzione polemizzare sulla cifra pagata, essendo un imprenditore che conosce le leggi del mercato. Voleva piuttosto rimarcare il fatto che alle figlie fosse stato impedito di mangiare un panino sotto l’ombrellone. Il personale addetto alla sicurezza gli avrebbe fatto notare che non era possibile degustare cibo portato da casa.

Su questa vicenda, più volte la nostra redazione è intervenuta per stigmatizzare il comportamento degli imprenditori balneari che non possono vietare di far consumare un panino ai loro clienti. Possono tuttalpiù, per presunte ragioni sanitarie, chiedere di non mangiare sulla spiaggia e di recarsi in una zona ad hoc dello stabilimento.

Ma sono stati proprio gli impenditori balneari da noi intervistati a chiarire questo concetto. Ciò che non si può fare in un lido è allestire un pic nic ma non consumare un panino, ci mancherebbe.

Il nostro turista-imprenditore o imprenditore-turista, a nostro avviso, ha sbagliato a non chiamare chi di competenza.Sarebbe stata più utile la foto ai Vigili Urbani o alla Guardia Costiera piuttosto che allo scontrino.

 

Tags: polemiche
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