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‘Li conoscevo perché vicini di casa, ma non ho chiesto denaro’: si difende il pastore arrestato per estorsione

by Angelo Centonze
31 Luglio 2017 16:51
in Cronaca
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Solo dei rapporti di conoscenza, dettati dal fatto di essere vicini di casa, ma nessuna richiesta di denaro nei loro confronti. È stato sentito, nella mattinata di oggi dal gip Alcide Maritati, nell'ambito dell'interrogatorio di garanzia, Gabriele Salvatore Ingusci, 35enne di Boncore, frazione di Nardò difeso dall’avvocato Francesco Spagnolo.
 
L’uomo ha dunque, negato di avere messo in atto azioni estorsive nei confronti dei titolari di un’azienda agricola, in un incontro avvenuto in un bar di Veglie. Anche Leonardo Fasiello, 42 anni, di Avetrana, avvocato Lorenzo Bullo del Foro di Taranto, suo presunto complice, ha negato la circostanza, dichiarando tra l'altro di trovarsi, nel momento dell'incontro con le presunte parti offese, a casa con moglie e figlio.
 
Nell'indagine in corso, sarebbe coinvolto anche Giuseppe Landolfo, 30 anni, consigliere comunale d’opposizione nel Comune di Veglie, difeso dall'avvocato Paolo Spalluto. Il politico, nelle scorse ore aveva ricevuto un avviso di garanzia con l’accusa di favoreggiamento personale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe avuto il ruolo di mediatore tra le parti; dunque avrebbe gestito in prima persona la contrattazione, impegnandosi a convincere le vittime nell'assecondare le richieste estorsive, anche con la possibilità di ottenere uno sconto sulla cifra da versare.
 
Nell'interrogatorio di garanzia odierno, Ingusci avrebbe affermato di conoscere Landolfo soltanto per questioni lavorative, ma di non avere mai ordito, grazie al suo ruolo di mediatore, il piano di estorsione contro i due imprenditori.
 
I Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, hanno eseguito mercoledì scorso due ordinanze di custodia cautelare in carcere, su richiesta del sostituto procuratore Carmen Ruggiero, in merito ad una estorsione con “cavallo di ritorno” (pratica illegale che prevede il pagamento di un riscatto da parte di una persona che ha subito un furto per riottenere il bene sottratto) e contemporanea ricettazione, ai danni di un’azienda agricola situata in Agro di Nardò (Agriturismo Sant'Anna). In manette sono finiti due pastori: Gabriele Ingusci e Leonardo Fasiello.
 
Il furto avvenne il 29 gennaio nei pressi dell'attività economica. Sparirono, infatti, vari attrezzi agricoli, per un valore di circa 15mila euro. Gli investigatori, guidati dal maggiore Nicola Fasciano e dal tenente Giancarlo Porta, intuirono subito che l'episodio potesse nascondersi una richiesta estorsiva. Le vittime dopo i tentennamenti iniziali, decidono di denunciare il fatto e raccontano tutto ai carabinieri di Porto Cesareo. Confermano così di essere stati avvicinati dai taglieggiatori un mese prima e di conoscere il solo Ingusci in quanto è un loro vicino. Quest'ultimo, con una persona con cui frequentemente si accompagnava, Leonardo Fasiello, incontrano i due fratelli in un bar di Veglie. I malviventi avanzano la richiesta: 2mila euro per restituire e descrivono gli attrezzi agricoli dimostrando di esserne veramente in possesso.

Tags: cavallo-di-ritornoestorsioni
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