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Processo su discarica e smaltimento dei rifiuti. Condannati i gestori. Assolti gli amministratori del Comune

by Angelo Centonze
10 Aprile 2024 14:21
in Cronaca
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Il Tribunale di Viale De Pietro

Il Tribunale di Viale De Pietro

Si conclude con l’assoluzione di sindaco, ex primo cittadino e dirigente comunale e la condanna dei gestori, il processo sulla discarica di Cavallino.

La sentenza è stata emessa, nel pomeriggio di oggi, dal giudice Bianca Todaro. Nel processo sono stati riuniti due distinti procedimenti, relativi all’inchiesta coordinata dal pm Elsa Valeria Mignone.

Sono stati assolti per non aver commesso il fatto: Bruno Ciccarese Gorgoni, 54enne di Cavallino, in carica dal 2016 ed al secondo mandato consecutivo e l’ex sindaco Michele Lombardi, 62enne di Cavallino (dal 2006 al 2016), nelle vesti di rappresentanti dell’ente che ha gestito le procedure amministrative relative alla realizzazione e gestione della discarica. Erano assistiti rispettivamente dagli avvocati Luigi e Roberto Rella e Donato Sabetta. Assoluzione anche per Giuseppe Antonio De Giorgi, 62enne di Calimera, all’epoca dei fatti, responsabile del settore lavori pubblici di Cavallino, nonché Rup (responsabile unico del procedimento) per i lavori di bonifica e messa in sicurezza provvisoria delle aree di deposito delle ecoballe.  Era difeso dall’avvocato Andrea Sambati.

Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Fritz Massa, Antonella Corvaglia, Viola Messa, Stefano Chiriatti e Donato Sabetta.

Sempre per questo filone del processo che riguardava la trasformazione dell’area in un deposito permanente di ecoballe per un volume complessivo di 59mila metri cubi di rifiuti, sono stati assolti Gino Montinaro, 68enne leccese, legale rappresentante di “Ambiente e sviluppo scarl” che ha gestito la discarica dal 2001 al 2014 e Giuseppe Cesario Calò, 72enne di San Cesario, amministratore unico della Geoambiente srl, la società che ha gestito la discarica a partire dal 2014.

Invece, è arrivata  la condanna a 3 anni di reclusione per Gino Montinaro e per Antonio Saracino, 60enne di Lecce, in qualità, all’epoca dei fatti di Direttore Operativo e Referente IPPC della piattaforma di trattamento di rifiuti e discarica (in fase di post-gestione) e Franco Mazzotta, 74enne leccese, in qualità di chimico consulente del gestore dell’impianto. I tre imputati sono stati condannati anche al risarcimento del danno in separata sede ed al pagamento di una provvisionale di 150mila euro ciascuna, in favore di Comune di Cavallino (assistito dall’avvocato Flavio Santoro), Provincia di Lecce e Legambiente Onlus.

Il giudice ha anche ordinato il ripristino dello stato dei luoghi per Saracino, Montinaro e Mazzotta.

Invece, Giuseppe Cesario Calò è stato condannato al pagamento di un’ammenda di 100 euro, con pena sospesa.

Questa parte del processo riguardava la discarica in post-gestione di Masseria Guarini e nello specifico lo sversamento di rifiuti e il superamento costante della soglia di contaminazione dei parametri di azoto, manganese e nichel.
Inoltre, secondo l’accusa,  gli imputati avrebbero comunicato con quattro anni di ritardo, al Comune ed alla Provincia di competenza, la potenziale contaminazione delle acque di falda e ad indagini già avviate.

Gli imputati rispondevano a vario titolo delle accuse di inquinamento ambientale, getto pericoloso di cose, gestione non autorizzata di rifiuti.

Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. E la sentenza potrà essere impugnata in Appello dalla difesa.

 

 

 

Tags: cavallinodiscaricaprocesso
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