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Processo ‘Favori e Giustizia’: nuove accuse nei confronti del magistrato Emilio Arnesano

by Angelo Centonze
18 Luglio 2019 20:59
in Cronaca
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Nuove “accuse” della Procura, nel corso dell’udienza odierna del Processo “Favori e Giustizia”, verso il magistrato Emilio Arnesano. Il pm Gloria Piccininni, dinanzi ai giudici in composizione collegiale (Presidente Sergi), ha infatti depositato oggi una modifica del capo d’imputazione, in base a quanto emerso durante l’istruttoria dibattimentale. Tale modifica riguarda soprattutto la posizione di Arnesano e marginalmente quella di alcuni dirigenti medici.

Le nuove contestazioni di corruzione in atti giudiziari

Il pm ha rimodulato il capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari, in cui si soffermava sul rapporto di Arnesano con il Direttore dell’Asl Ottavio Narracci e i dirigenti medici Carlo Siciliano e Giorgio Trianni.

In particolare, il magistrato metteva a disposizione di Siciliano e dei suoi amici medici la propria funzione giudiziaria in cambio di utilità anche di tipo economico, ottenendo una corsia preferenziale nella prenotazione di visite ed interventi.

Il pm ritiene, attraverso la nuova imputazione, che tra i favori ottenuti da Arnesano, attraverso Siciliano, vi sia anche quello per suo figlio.

Le indagini avrebbero fatto emergere la partecipazione del magistrato, su invito del medico, ad una manifestazione nel porto turistico di Brindisi, nel luglio del 2014, riguardante la premiazione della Igeco Costruzioni Spa da parte di una società nautica statunitense.

In tale circostanza, Arnesano avrebbe chiesto a Siciliano di intercedere presso l’amministratore della società (nei confronti della quale dichiarava di avere in carico un fascicolo processuale) per far assumere il proprio figlio.

A partire dal novembre 2014 e fino a maggio del 2015, questi venne effettivamente assunto presso la Igeco con un contratto a tempo determinato. E poi, da maggio a novembre del 2015, il figlio del pm avrebbe ottenuto un posto di lavoro presso la OMNIA Costruzioni Spa (facente parte del gruppo Igeco).

La fornitura di Viagra

Non solo, poiché il pm Piccininni contesta anche gli aiuti giudiziari di Arnesano ad un medico, in cambio della fornitura di pastiglie di Viagra.

Il 30 ottobre sotto i riflettori è finita una sua chiamata ad un urologo dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Dal contenuto si percepiva che il magistrato chiedeva al suo interlocutore se avesse “qualcosa” per lui, senza specificare cosa. Il medico lo rassicurava, promettendogli che si sarebbe subito adoperato per procurargli quanto richiesto.

L’altro episodio “incriminato” si sarebbe verificato il 21 novembre, quando i due si erano dati appuntamento nel nosocomio salentino. L’urologo avrebbe consegnato al Pm otto pastiglie contenenti il principio attivo del Viagra, “gratuitamente”.

Dopo avergli consegnato la scatola ed essersi impegnato a trovare altre pastiglie ritenute più efficaci, il medico avrebbe chiesto ad Arnesano di interessarsi ad un procedimento che coinvolgeva una persona a lui vicina, come aveva “promesso” fare.

Il magistrato garantiva di partecipare all’udienza preliminare e in secondo luogo di richiedere al gip – che doveva decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm titolare dell’inchiesta – di emettere una sentenza di non luogo a procedere.

La nuova accusa di rivelazione di segreti d’ufficio

Non solo, poiché la Procura contesta adesso ad Arnesano anche l’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio, per due episodi.

Il pm arrestato avrebbe fatto partecipare, all’interno del suo ufficio, l’avvocatessa Manuela Carbone (coinvolta nel filone d’indagine, cosiddetto “sesso e favori”) ad una riunione operativa con la Gdf.

In tale modo la metteva a conoscenza dello stato delle indagini, anche in ordine ad una eventuale richiesta di misura cautelare verso alcuni funzionari di un ufficio tecnico e di un imprenditore.

C’è poi un secondo episodio contestato dalla Procura.

Erano le 9.07 del 22 novembre. Nel corso della conversazione, Arnesano rivela ad una commercialista, che svolge anche l’attività di curatore fallimentare, di aver avanzato una richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Taurino, Sindaco di Trepuzzi, per l’ipotesi di reato di abusi edilizi.

Successivamente, il gip Michele Toriello ha archiviato l’inchiesta nei confronti del Sindaco, per una presunta assegnazione indebita di un alloggio popolare. Il giudice ha accolto l’istanza del Pubblico Ministero Paola Guglielmi ( ha ereditato il fascicolo dal pm Arnesano, dopo il suo arresto).

L’ascolto dei testi della difesa

La prossima udienza è stata fissata per il 12 settembre.

Intanto, nella giornata di oggi, sono stati sentiti in qualità di testi della difesa, il Procuratore aggiunto Antonio De Donno ed il Sostituto Procuratore Antonio Negro (all’epoca dei fatti, a Lecce).

Entrambi hanno sostenuto, nel periodo in cui erano colleghi di lavoro del pm Arnesano, di non avere notato alcuna anomalia nella sua condotta e soprattutto nell’esercizio delle funzioni.

Invece, il neurologo Giorgio Trianni si è avvalso della facoltà di non rispondere, sempre in qualità di teste della difesa.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Amilcare Tana, Luigi Covella, Luigi, Alberto ed Arcangelo Corvaglia, Gabriele Valentini, Ladislao Massari, Renata Minafra, Antonio Savoia, Nicola Buccico del Foro di Matera, Cesare Palcanica del Foro di Roma, Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani.

Tags: inchiesta-emilio-arnesano
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