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Promettono una “fetta” di una grossa eredità, ma è una trappola. Nei guai due truffatori ‘seriali’ di anziani

by Redazione
15 Febbraio 2018 18:13
in Cronaca
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Erano diventati l’incubo per gli anziani semplicemente mettendo in scena una truffa vecchia, ma pur sempre efficace. Due messinesi, infatti, sono riusciti a spillare ad un anziano salentino cinque mila euro, promettendogli una fetta dell’eredità che un compaesano aveva ricevuto. Gli anni sono passati, i malintenzionati probabilmente pensavano di averla fatta franca e, invece, hanno dovuto fare i conti con la Polizia che è riuscita a rintracciarli seguendo le ‘tracce’ lasciate lungo la strada. Per capire, bisogna fare un passo indietro e tornare a novembre del 2015.

Chi non ha mai sognato di ricevere dei soldi da un lontano parente deceduto?

Un anziano di 83 anni stava tranquillamento passeggiando nel centro cittadino di un piccolo paese della provincia di Lecce, quando è stato avvicinato dal conducente di una autovettura che gli chiedeva informazioni su un “compaesano”, destinatario di una grossa somma di denaro, lasciatagli in eredità.

Importante anche il ruolo del complice finto-ficcanaso che con una scusa, si univa alla conversazione promettendo di dare indicazioni sulla persona destinataria del lascito. Una volta ottenuta l’attenzione della povera vittima scattava la seconda parte del piano.

Utilizzando ogni mezzo possibile il primo malfattore prometteva al malcapitato una fetta dell’eredità. Una cospicua somma di denaro che gli avrebbe consegnato davanti ad un notaio, in cambio di denaro contante.  Nulla, se paragonato a quello che avrebbe ricevuto.

L’anziano è caduto nel tranello. Accompagnato dai due uomini è recato alla filiale bancaria dove aveva il conto corrente, prelevando 5mila euro in contanti che consegnava nelle mani dei truffatori.

Come si dileguavano? Semplice: chiedevano il poveretto una copia della carta di identità da esibire al notaio in sede di rogito. È stato mentre la cercava che si sono allontanati, facendo perdere le proprie tracce.

La tempestiva denuncia presentata dalla vittima presso gli uffici della Squadra Mobile permetteva di ricostruire con rapidità, tramite le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza installati nei luoghi percorsi dall’anziano e dai suoi truffatori, quanto avvenuto quella mattina e di individuare la Ford Fiesta condotta dal truffatore. Da lì, sbrogliare la matassa è stato semplice. L’auto era stata acquistata qualche giorno prima da un messinese di 46 anni, incensurato, ma assiduo frequentatore di suoi conterranei dediti alle truffe.

I successivi accertamenti hanno permesso di accertare la presenza del 46enne siciliano nella provincia di Brindisi la serata precedente al raggiro dell’anziano leccese. E proprio nella provincia di Brindisi erano state riscontrate una serie di truffe, perpetrate con le medesime modalità, per un ammontare di circa 5mila euro. Stessa truffa era stata commessa nelle province di Bari, Latina, Chieti, Trapani in un periodo temporale di due mesi, e cioè tra il novembre del 2015 e il gennaio del 2016.

Le accurate indagini svolte hanno consentito di identificare anche il complice: un 33enne messinese.

Le accuse

I due sono attualmente sottoposti a procedimento penale presso la locale Procura della Repubblica per il reato di truffa continuata commessa in concorso, aggravata dall’avere approfittato di circostanze di tempo e di luogo e di persona -soprattutto con riferimento all’età avanzata della vittima del raggiro-  tali da ostacolare la pubblica o la privata difesa.

Tags: truffe-ad-anziani
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