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‘Costretti a scansionare faldoni interi di carte’, la protesta delle agenzie di pratiche automobilistiche

by Redazione
15 Maggio 2020 16:00
in Economia
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«Ma noi possiamo passare tutte le nostre giornate a scansionare faldoni di documenti da inviare via pec, solo perché con questa storia del coronavirus gli uffici della Motorizzazione sono chiusi? Possibile che non si comprenda il fatto che le nostre agenzie di pratiche automobilistiche sono piccoli uffici che danno lavoro a tante famiglie e che stanno vivendo un momento di seria difficoltà? Un conto è la smaterializzazione, altro è quello che sembra un vero e proprio scaricabarile, dagli uffici pubblici a noi piccoli operatori»

Hanno un diavolo per capello il gruppo di agenzie di pratiche automobilistiche salentine che ha contattato Leccenews24.it per raccontare quella che a loro pare un’autentica odissea, secondo alcuni una vera e propria vessazione. Si aspettavano una vera smaterializzazione ma hanno l’impressione che si stia andando verso la ‘complicazione’ delle procedure. A loro danno.

Hanno deciso di mettersi insieme con i mezzi che la moderna tecnologia offre: gruppi whatsapp e collegamenti in chat per fare fronte comune alla giungla della burocrazia che di disboscarsi proprio non ne vuole sapere. Hanno messo da parte la concorrenza per passare all’alleanza, alla condivisione di procedure. E anche di una protesta veemente.

Sono passati i tempi in cui, in occasione anche di un semplice trasferimento di proprietà, i titolari delle attività per il disbrigo delle pratiche si recavano alla Motorizzazione con il loro malloppo di carte sotto il braccio e lo consegnavano in attesa che il personale competente lo raccogliesse e in occasione delle verifiche facesse gli eventuali controlli.

Adesso spetta proprio a loro conservare e archiviare tutti questi faldoni di documenti e poiché non possono recarsi negli uffici pubblici siti nel capoluogo – a causa delle norme sul distanziamento sociale e sullo smartworking –  devono provvedere a scansionare ogni singola pagina e inviarla via pec, la posta elettronica ceritifcata, restando in attesa che la pratica venga evasa. Non senza ritardi che ricadono non solo sull’utente finale ma anche sulle concessionarie.

«Non vogliamo usare parolone anche se in questo periodo sono tanti a mettersi dietro al dito del lockdown. Tuttavia è evidente che così si rischia di bloccare l’indotto dell’automobile. Non possiamo rispondere alle persone ‘Riprovi tra qualche giorno’. Abbiamo bisogno di certezze e di pratiche ben lavorate in tempi congrui. Non possiamo parlare al telefono perché nessuno ci risponde! Non possiamo avere delucidazioni nemmeno sul famoso Documento Unico! Siamo invitati solo a fare pec, pec e pec. Ecco dove sta andando la sburocratizzazione: verso migliaia di pec piene zeppe di allegati».

La loro proposta sembra facile se proprio non si vogliono ridurre i documenti da allegare: basterebbe un giorno-finestra settimanale. In quella data stabilita – e solo in quella – si presenterebbero con i loro documenti e senza entrare nella struttura potrebbero lasciare i faldoni in appositi contenitori esterni. Sempre che non si voglia per davvero smaterializzare, evitando la produzione di documenti inutili. Ma se quella giungla di carte deve ricadere sulle spalle delle agenzie che devono trascorrere intere giornate a scansionare, allora vuol dire che passi in avanti non se ne possono compiere.

Tags: coronavirus-fase2
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