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Puglia terra di luoghi magici, ma per Vanity Fair è il Salento a stregare

by Redazione
23 Agosto 2017 17:14
in Viaggi & Itinerari
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Eletta da Loney Platet ovvero dalla guida turistica più venduta al mondo come best value travel destinations in the world for 2014» . Incoronata dagli esperti del National Geographic come «best trip». Celebrata dal  New York Post con un articolo intitolato "Italy's Magical Puglia Region", la Puglia è diventata negli ultimi anni una delle mete preferite dove trascorrere le vacanze estive, la preferita anzi. Anche nel 2015 i dati sembrano confermare questo ‘stato di grazia’ che rende questa terra regina quasi incontrastata del turismo non più solo locale, ma internazionale.
 
Ma un conto sono le parole, un altro constatare con mano, anzi con gli occhi la bellezza di quanto descritto sulle riviste di tutto il mondo. Da qui, l’idea di Vanity Fair fare un viaggio/reportage in quella che all’unisono viene considerata la « regione più bella del mondo» e che ha scalzato nell’immaginario dei vacanzieri quelle che un tempo erano altre destinazioni preferite: Toscana, Sicilia, Veneto e Sardegna. Perché non esiste altro modo per scoprire le meraviglie che un luogo può nascondere se non quelle di viverle in prima persona, da soli o in compagnia.
 
«Siamo partiti dagli aspri promontori del Gargano, facendo tappa nella città dei trulli, Alberobello, in quella bianca, Ostuni, e in quella delle ceramiche, Grottaglie, prima di proseguire dritti fino al fondo dello “stivale”, a Gallipoli prima e Lecce poi, per arrivare infine all’ estremo lembo del Salento, Santa Maria di Leuca», scrivono così gli autori dell’articolo che zaino in spalla hanno visitato da nord a sud la Puglia e poi stilato la classifica dei quindici posti «da non perdere». E alla fine quello che resta con un pizzico di orgoglio per chi ci abita sapere è l’ennesima cartolina da sfogliare ogni giorno, senza dover organizzare il viaggio dell’anno o della vita ma semplicemente spostandosi per andare a bere un caffè o fare una passeggiata al tramonto.
 
«Tutti ci vanno e se lo farete anche voi, passate da almeno 5 di questi luoghi», continua la rivista prima di invitare i lettori a visitare la bellissima gallery che dal Gargano, passando per Vieste e Monte Sant’Angelo arriva nel cuore del Salento. Dalla Basilica di Santa croce a Lecce, simbolo forse per eccellenza del capoluogo barocco, fino all’ultima mèta consigliata, la finibus terrae, quella Santa Maria di Leuca considerata il punto in cui si abbracciano lo Ionio e l’Adriatico.
 
«Per capire davvero cosa voglia dire trovarsi all’estremo confine di un Paese – si legge – salite sul promontorio su cui la Basilica è stata costruita, spegnete il cellulare e fate un respiro: davanti a voi c’è solo il mare brulicante di barche e lì, in fondo, le coste dell’Africa del Nord».
 
Ma non poteva mancare anche Gallipoli, la meta più moderna e fashion del Salento che è riuscita a far convivere la movida con il suo patrimonio storico artistico. «Sono imperdibili: il porto antico, con il via vai delle paranze, i pescherecci che ogni giorno riforniscono di pesce fresco; la città vecchia, dove avventurarsi negli intrichi di stradine fatte costruire dai Saraceni nel 900 dopo Cristo, e il Castello angioino, il vero simbolo della Kalepolis, riaperto da pochi giorni al pubblico dopo anni di chiusura forzata. Nei torrioni, nelle gallerie e nei corridoi saranno allestite mostre ed eventi culturali». E poi Otranto, descritta da Roberto Cotroneo come «Una stella collassata dove c’è tutto l’universo, dove c’è la vita quotidiana e la storia, dove gli anni non passano e tutto sembra compenetrarsi». «Se andate a Otranto e passeggiate tra le sue stradine di pietra», aggiunge Vanity Fair, «tra i vicoletti che conducono al mare, ai piedi dei torrioni del Castello ricostruito dagli aragonesi, queste parole le sentirete vive, dentro di voi».
 
E Castro Marina, ricca di grotte naturali, «come la grotta Romanelli, la grotta Azzurra e la grotta Palombara. La più famosa è sicuramente la Zinzulusa (il nome deriva dalla presenza, al suo interno, di stalattiti e stalagmiti, che in dialetto salentino vengono chiamate “zinzuli”, stracci), meta ogni anno di migliaia di turisti», attratti dal particolarissimo colore delle sue acque.

Tags: classifiche-turismo
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