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Passato San Giuseppe resta il ricordo delle sue tradizioni. Appuntamento al prossimo anno

by Redazione
23 Marzo 2024 15:21
in Eno-Gastronomia
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Le tavole preparate con devozione e fatica in onore di San Giuseppe hanno trasformato in un’unica grande famiglia molti comuni salentini come Otranto, Minervino di Lecce, Giurdignano, Uggiano la Chiesa e Casamassella che hanno custodito gelosamente e tramandato nei secoli quest’antichissimo rito popolare.

L’occasione è la più singolare delle cene: quella dei Santi, da un minimo di tre ad un massimo di 13. Tredici, esattamente come le pietanze preparate nelle ‘taule’ più tradizionali. E poi, la festa del papà, non a caso festeggiata in molti paesi cattolici il 19 marzo proprio per il suo legame con il padre putativo di Gesù.

L’antivigilia di primavera, insomma, è una data particolarmente sentita nel Salento per entrambi questi motivi. Ma se c’è una cosa che questa terra è in grado di fare oltre a valorizzare tutti quegli antichi rituali che l’hanno resa unica, è quella di accompagnarli con il buon cibo. Perché San Giuseppe si festeggia nelle case, nelle piazze, nei paesi grandi e piccoli che hanno voluto ‘investire’ sul passato, ma anche in cucina.

La tradizionale massa che rappresenta i colori del narciso o per usare un nome più conosciuto le ‘ciciri e tria’ anche se le vecchie nonne che più di altre custodiscono le ricette originali quasi fossero ‘preghiere’ da recitare in Chiesa, giurano che si tratta di due preparazioni ben diverse, da non confondersi, insomma. E poi i ‘lampascioni’ presenti sulle tavole mai come in questo periodo dell’anno, proprio per rappresentare il passaggio dall’inverno alla bella stagione. E ancora il pesce fritto, che ricorda Gesù. Lo stoccafisso che è il cibo delle grandi occasioni o il cavolfiore che simboleggia il bastone fiorito di San Giuseppe. Piatti resi speciali dal fatto che vengono consumati il giorno di San Giuseppe.

Per finire, le zeppole croce e delizia per chiunque sia ‘attento alla linea’. Fritte o al forno, a seconda dei gusti, sono ‘ripiene’ di crema pasticcera, spolverate con zucchero a velo e completate di solito con crema al cioccolato, ma anche con confettura di amarene o amarene sciroppate. Nessuno sa spiegare come mai le zeppole vengano mangiate, o meglio si mangiavano solo in questi giorni e non tutto l’anno.

Per cui se avanzano, pazienza… per la prova costume c’è tempo.

Tags: tradizioni-salentine
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