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Scandalo in Vaticano su operazioni finanziarie sospette. Spunta un misterioso incontro tra Carlino e Torzi

by Angelo Centonze
10 Luglio 2021 19:32
in Cronaca
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Ci sarebbe stato anche un misterioso incontro avvenuto a Londra, tra monsignor Mauro Carlino di origini salentine ed il broker molisano Gianluigi Torzi, per imprimere un’accelerata alla definitiva acquisizione del palazzo a Sloane Avenue al patrimonio della Santa Sede, finita sotto la lente dei Promotori di Giustizia dello Stato Vaticano. È il retroscena che emerge nella richiesta di emissione del decreto di citazione a giudizio, accolta dal Presidente del Tribunale Vaticano. In seguito a tale decisione, anche monsignor Mauro Carlino, dovrà affrontare il processo (a partire dal 27 luglio) con le accuse di estorsione ed abuso d’ufficio, assieme ad altre 9 persone, nell’ambito dello scandalo scoppiato in Vaticano su alcune operazioni finanziarie sospette fra Roma e Londra.

Monsignor Carlino, difeso dall’avvocato Salvino Mondello del Foro di Roma, potrà dimostrare l’estraneità alle accuse nel corso del processo.

Il 45enne originario di Lecce è stato capo dell’ufficio informazione e documentazione del Vaticano e segretario dell’ormai ex cardinale Angelo Becciu, anche lui sotto processo.

L’inchiesta

In base a quanto sostenuto dagli inquirenti: “è stata realizzata dai gestori del fondo per le elemosine una consistente rivalutazione contabile dell’edificio”.

Nella carte dell’inchiesta si fa riferimento ad alcune dichiarazioni del broker Gianluigi Torzi. Egli racconta che in data 1 aprile del 2020, sarebbe stato raggiunto a casa sua a Londra da Carlino, che nella circostanza accompagnato da una persona dall’aspetto poco rassicurante, l’avrebbe minacciato in merito alla vendita ed alle relative firme riguardanti l’immobile di Sloane Avenue. Si sarebbe trattato di un soggetto incaricato di fornire informazione e protezione al prelato. In seguito ad una serie di accertamenti investigativi si può ritenere, sostengono i Promotori di Giustizia nella richiesta di citazione a giudizio: “Altamente probabile che monsignor Mauro Carlino si sia effettivamente recato a Londra per convincere il Torzi alla conclusione dei rapporti con la cessione definitiva, a favore della Segreteria di Stato, della completa e totale proprietà dell’immobile di Sloane Avenue”.

Le accuse

Riguardo l’accusa di estorsione, si legge che Torzi: “incutendo timore di gravi danni agli averi della Segreteria di Stato”, avrebbe costretto a seguito di una lunga trattativa con vari emissari della stessa Segreteria (tra cui Carlino), a richiedere di farsi mettere a disposizione gli importi di 10 milioni di euro e di 5 milioni di euro, giustificati con due fatture di operazioni finanziarie inesistenti. Ed a tal proposito, i Promotori di Giustizia ritengono che il processo di formazione della fatture fu seguito proprio da monsignor Carlino. Ed appare evidente che: “fosse a conoscenza della strumentalità delle fatture per rendere plausibile un pagamento che non poteva in alcun modo trovare giustificazione”. E durante le trattative con Torzi, l’intelligence inglese aveva avviato un’indagine sospettando che la transazione sulla quale stava lavorando la Segreteria di Stato potesse celare gli estremi di una operazione di “money laundry”.

Inoltre Carlino, risponde di abuso di ufficio. Egli, sempre in concorso, avrebbe abusato dei suoi poteri “per far ottenere un indebito vantaggio a Gianluigi Torzi, dopo aver avuto notizia dell’esistenza di un’operazione che per natura complessità, rilevanza dell’importo e tipologia dei soggetti coinvolti, doveva considerarsi sospetta…avendo appreso dal febbraio -marzo del 2019, che Torzi aveva richiesto alla Segreteria di Stato- e poi ottenuto dalla stessa-somme di denaro non dovute dietro la minaccia di non restituire alla stessa, le quote di GUTT SA (società lussemburghese detentrice della catena societaria che aveva la titolarità dell’immobile a Londra). Non solo, poichè gli imputati “omettevano di denunciare il tentativo, prima e la consumazione, poi, dell’estorsione commessa da Torzi”. Infine, a Carlino, viene contestata in concorso, la violazione delle norme sulla vigilanza degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria.

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