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Pordenone-Lecce, le pagelle. Pisacane sbaglia, poi salva. Mancosu si inceppa

by Giulio Serafino
30 Gennaio 2021 16:19
in Calcio, Sport
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Fabio Pisacane (ph.Pinto)

Fabio Pisacane (ph.Pinto)

Coda apre le danze, ma sul campo del Pordenone il Lecce si fa rimontare. Nella ventesima giornata di campionato arriva così il decimo pareggio per i giallorossi che, dopo aver dato l’iniziale impressione di poter dominare, incassano il pareggio di Musiolik e accusano ancora il solito blocco. Le occasioni in mancano, da una parte e dall’altra con Mancosu che colpisce anche un palo e con Pisacane che libera sulla linea in pieno recupero.

Gabriel, 6- : al primo vero affondo il Pordenone passa e così anche oggi crolla il sogno di mantenere la porta inviolata. La sua respinta finisce proprio sui piedi di Musiolik, ma fare più non era semplice. I padroni di casa, dopo il pareggio, alzano il ritmo e in più di un’occasione vanno al tiro. Lui c’è.

Adjapong, 5.5: ci mette anche il suo zampino nel gol del momentaneo vantaggio, mala fase difensiva oggi è un mezzo disastro. Non riesce a contenere le incursioni di Falasco e in più di una occasione va in netta sofferenza. Non funziona il dialogo con Nikolov e al 60′ deve uscire per un brutto problema al tendine.
dal 62′ Paganini, 6: preciso e ordinato, entra con la giusta attitudine.

Lucioni, 6-: attribuire lui una qualche colpa sul gol del pareggio è ingeneroso. Lo Zio è sempre una spanna su tutti lì dietro e cerca fino alla fine di tenere la barra dritta.

Pisacane, 6- : a differenza di Lucioni, molte colpe sul pareggio dei padroni di casa sono sue. E’ lui, infatti, a perdersi in marcatura Musiolik che si vede recapitata la palla proprio sui piedi da Gabriel. Per l’esperto difensore un errore difficile da digerire, ma che lui riesce a far dimenticare con un intervento miracoloso sulla linea che in pieno recupero nega i 3 punti al Pordenone.

Zuta, 6- : più pimpante rispetto al suo dirimpettaio, anche per lui ci sono delle sbavature in fase difensiva che rischiano di mettere nei guai i suoi compagni.

Hjulmand, 6.5: al suo debutto contro la capolista da subentrato ha fatto vedere immediatamente visione di gioco e capacita di rottura. La squalifica di Tachtsidis gli vale quindi la maglia da titolare – nonostante qualche problema fisico accusato in settimana – e lui si fa subito notare per personalità e capacità di far girare palla. Si rende utile anche in chiusura e al 33′ finisce ammonito. La condizione fisica non è al top e per questo nel finale cala vistosamente.

Bjorkengren, 6: bene in fase di ripiego, timido in quella di impostazione. Il giovane svedese cerca di fare il suo, ci riesce per larghi tratti.

Nikolov, 5.5: l’esordio non è stato di quelli indimenticabili, ma la sua aggressività è utile a Corini che lo schiera ancora tra i titolari. Il macedone timbra il primo tiro in porta al terzo minuto. Incassato il pareggio, anche lui abbassa i ritmi e tutta la squadra ne risente. Inoltre fa poco per dare manforte ad Adjapong, lasciato in balia delle incursioni neroverdi. Ammonito al 53esimo: è il secondo giallo in due apparizioni.
dal 62′ Henderson, 6+: se Nikolov faceva un lavoro oscuro, il suo invece si vede eccome. Con il suo ingresso la mattonella destra del centrocampo giallorosso si rianima e da lui partono belle iniziative. Ammonito al 85′.

Mancosu, 5.5: dopo l’emergenza in avanti della scorsa settimana, torna da solo a svariare tra le linee, alle spalle degli attaccanti. Sul piano della prestazione conferma quella messa in campo contro l’Empoli, e il dato non è positivo. Sbaglia qualche appoggio di troppo e anche in fase di finalizzazione, spesso sceglie la soluzione personale che non paga. Contro la capolista era comunque riuscito a suonare la carica, stavolta a dirgli di no è il palo.

Stepinski, 5.5: ormai pare chiaro che il suo compito è quello di tenere il possesso e far salire la squadra. Ci riesce solo a tratti e di questo ne risentono un po’ tutti. Esce dopo l’ora di gioco.
dal 63′ Rodriguez, 6- : è il solito pimpante loco. Cerca in tutti i modi di rendersi utile e pericoloso, con giocate di qualità. Ma stavolta l’occasione da rete non arriva.

Coda, 6.5: ha morso il freno per squalifica nell’ultimo turno del girone d’andata e torna in campo più deciso che mai. Va subito in rete al 13esimo, tre giornate dopo l’ultima gioia, con un piattone preciso dopo uno slalom in area avversaria. Il suo apporto serve eccome, ma l’impressione è sempre quella che lui può fare sempre di più.

Corini, 5.5: in settimana ha temuto di dover affrontare l’ennesima emergenza stagionale per via della defezione di Tachtsidis e del fastidio muscolare accusato da Hjulmand. Il giovane danese, però, stringe i denti e lui può regalagli la prima maglia da titolare. Disegna un centrocampo giovanissimo, con anche Nikolov e Bjorkengren e la mossa pare inizialmente funzionare. Il ritrovato Coda regala il meritato vantaggio, ma dopo il pari ecco il solito ‘blocco creativo’. Nella ripresa prova a rianimare i suoi, anche con cambi in corsa, ma il controsorpasso non riesce. Per il Lecce è il decimo pareggio stagionale e la cima della classifica si fa sempre più lontana.

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