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Spari contro l’auto di Don Antonio Coluccia, il prete degli ultimi nemico della mafia

by Redazione
18 Dicembre 2018 12:10
in Cronaca
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Da condannare, senza se e senza ma, il gesto dal sapore intimidatorio contro la vecchia Alfa Romeo di Don Antonio Coluccia che, per anni, ha vissuto sotto scorta. Il parroco, originario di Specchia, si trovava nel suo paese d’origine dopo aver partecipato ad un incontro sulla legalità, organizzato dall’Associazione «Fuori dal Comune» nell’aula consiliare di Supersano.

Secondo una prima ricostruzione qualcuno, con la complicità del buio, ha esploso quattro colpi di arma da fuoco, o forse più, contro la vettura del prete degli ultimi. Un fatto gravissimo, avvenuto nel suo Salento, probabilmente tra le 2.00 e le 3.00.

È stato lo stesso sacerdote, quando si è accorto dei fori e del vetro in frantumi, a bussare alla porta della locale Caserma per sporgere denuncia, dando così il via alle indagini.

È il secondo episodio “inquitetante”

Qualche giorno fa, il manifesto che annunciava la sua presenza alla manifestazione era stato sfregiato con una scritta in arabo. “Buon appetito”, recita la traduzione. Una frase – stampata per correggere un refuso su un altro manifesto affisso fa per pubblicizzare un incontro tra le comunità del paese – che una mano ignota aveva pensato bene di staccare e incollare sul viso del sacerdote, in modo da coprire gli occhi.

Quella che sembrava una bravata ora acquista un significato diverso alla luce di quanto accaduto.

Le indagini

Lungo la strada dove era parcheggiata la vecchia Alfa Romeo sono presenti alcune telecamere di video-sorveglianza che potrebbero rilevarsi ‘preziose’ per dare un volto e un nome al malvivente, sempre che ad agire sia stata una sola persona.

Il nome di Don Antonio non ha bisogno di ‘presentazioni’. Grazie alle donazioni dei cittadini, è riuscito a trasformare la villa di Salvatore Nicitra, un boss della Banda della Magliana, in una casa di accoglienza per i poveri. La struttura, in via della Giustiniana, alle porte di Roma è un simbolo della legalità e ospita la sede dell’«Opera Don Giustino Onlus».

Il prezzo da pagare è stato altissimo, una vita sotto protezione delle Forze dell’ordine, ma nonostante le minacce continue Don Antonio continua a schierarsi sempre accanto ai deboli e ai bisognosi.

Tags: intimidazioni
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