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‘Nessun aiuto economico, nemmeno l’assegno di cura’, la triste storia di Silvia raccontata da mamma Domenica

by Redazione
2 Maggio 2020 15:26
in Attualità
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La storia che oggi raccontiamo è una storia di dolore e sofferenza, la storia di una famiglia salentina che tutto d’un tratto è costretta a vivere con il dramma della propria figlia. Quella che doveva essere una semplice gastroenterite, a soli 30 anni, si trasforma in una malattia rarissima che rende la ragazza tetraplegica. Due anni di calvario, di lotta al dolore che non trova pace. Poi arriva il coronavirus che costringe la famiglia a peregrinare per strutture no – covid. Nelle condizioni in cui si trova, Silvia ovviamente non può correre il rischio di contrarre il virus. Un giro senza sosta che ha costi incredibili e adesso non più sostenibili. Costi per i quali la famiglia chiede un aiuto e dinanzi ai quali non si può restare inermi.

Ma andiamo con ordine e ascoltiamo la storia dalle parole di Mamma Domenica che è sempre stata accanto a Silvia.

«La storia di mia figlia Silvia ha dell’incredibile e non sembrerebbe vera, ma purtroppo lo è. Due anni fa andiamo a Pisa per un controllo e mia figlia, che la settimana prima aveva avuto una semplice gastroenterite, entra in coma. Subito in Rianimazione si risveglia dopo una settimana di coma, completamente paralizzata dalla testa ai piedi. In una parola: tetraplegica. Solo dopo 3 mesi di paralisi completa inizia a muovere le mani e le braccia e dopo inizia a muoversi con la sedia a rotelle, ma ha l’intestino paralizzato, la vescica paralizzata e non cammina. La brutta storia di Silvia non finisce qui, inizia ad avere dolori atroci all’addome e continui fecalomi e occlusioni, continui andirivieni dal pronto soccorso e 118. Viene sottoposta a intervento ma invece di migliorare peggiora, i dolori diventano sempre più forti, grida per i dolori, che nemmeno potenti antidolorifici riescono a placare. Finisce nuovamente in Rianimazione per infezioni, reazione avversa alla trasfusione e febbre alta. Non riescono a gestire la complessa situazione e la trasferiscono in altro Ospedale. Qui dopo vari esami e terapie riescono a stabilizzarla ma le diagnosticano altre patologie rarissime. Dopo un po’ sta di nuovo con febbre alta, vomiti continui, anemia e naturalmente sempre nutrizione parenterale e allettata. Viene nuovamente ospedalizzata ma non riescono a gestirla e la trasferiscono in altro Centro Specializzato».

«Qui, un altro intervento – prosegue Mamma Mimma – Sembrava che stesse migliorando, ma dopo 2 settimane ricomincia la febbre e vomiti continui. Intanto esplode l’emergenza Coronavirus e in Emilia Romagna dove si trovava, il reparto viene riconvertito in Covid. Sono costretta, per salvarla, a portarla in un Centro Specializzato privato (unico posto senza Covid). Qui inizia a migliorare, ma dopo 2 settimane di nuovo febbre, problemi gravi a polmoni, addome, reni. Diagnosticano grave forma di linfoma rarissimo. Non respira più, entra in coma ed è tuttora in coma con serie complicazioni e tracheostomia. Premetto che siamo di Lecce e siamo state obbligate a rimanere per le condizioni cliniche disperate a Pisa, Firenze, Montecatone, Ferrara, San Raffaele di Milano, Niguarda, Policlinico di Milano, Bologna. Le malattie diagnosticate tutte rarissime, ormai non si contano. Tutto naturalmente a mie spese: ambulanze private, medico e infermiere a bordo anche su aereo, alloggi, vitto, visite specialistiche private, farmaci non compresi, centri specialistici privati e tutti i disagi che comporta stare lontano da casa 2 anni girando tra vari centri e medici. Nessun aiuto economico. Nemmeno l’assegno di cura…».

Adesso è il momento di far sentire la solidarietà di un intero territorio che non ha certo dimenticato Silvia e la sua famiglia e che in questo momento di difficoltà non le abbandonerà.

Questo è l’Iban per fare un bonifico bancario: IT86V0326816001052856902910 intestato a Colonna Domenica presso Banca Sella.

 

Le bellissime parole per Silvia di Don Gianni Mattia

«Mentre un silenzio assordante circonda la mia stanza e sento anche il leggero battito del mio cuore, il mio pensiero e la mia preghiera va a te. Sei lì su un letto. La tua malattia ti inchioda. Ti paralizza. Mi hai guardato con i tuoi occhi carichi di amore e infinita tenerezza. Io quasi non reggevo quel tuo sguardo. Mi hai voluto prendere per mano. Ho sentito in quella mano tutta la dolcezza di un Dio che si fa Amore in te. Ho accarezzato e baciato quella mano. Era la mano di un crocifisso. Tu, di una bellezza straordinaria, provata da una malattia a cui non stiamo riuscendo a trovare risposte. Tua madre parla, racconta, cerca soluzioni, vuole risposte…io non trattengo le lacrime e spero che tu non le veda…ma i tuoi occhi sono fermi nei miei occhi. Vorrei poterti dire che stai guarendo, stai per uscire da questo tunnel…ma non posso dirtelo perché non so “vendere” consigli a buon mercato…ma una cosa posso farla stasera, prendo la mia corona, la stringo forte e prego per te, dolcissima principessa…per poter vedere per lunghissimi anni quel tuo sorriso, quel tuo viso bianco e puro, cristallino e trasparente come sorgente di acqua limpida, tale tu sei…e attendiamo insieme nella preghiera un raggio di speranza che illuminerà il tuo domani…e spero al risveglio di trovarti meglio di stasera…».

Tags: storie-di-donne
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