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Scuole chiuse e niente feste: ecco 5 libri da leggere ai tempi del Coronavirus

by Adele Errico
9 Marzo 2020 7:30
in Cultura & Spettacoli
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La letteratura, si sa, non è roba per ragazzi o per adulti, non è roba per lettori o per scrittori. È roba per esseri umani, perché – come scrive Raymond Carver citando Čechov – siamo “creature di sangue caldo e nervi” e per questo, della letteratura, ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di rimanere seduti quel momento o due in silenzio alla fine di un racconto, forse per calmare il cuore che ha accelerato i battiti con il procedere della lettura, per calmare il respiro o a volte, chissà, anche le lacrime. E poi, come è nostro dovere, – è sempre Carver a dirlo – ci ricomporremo e, di nuovo, “passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita”. Ma i nostri nervi e il nostro intelletto di certo non saranno quelli che erano prima che i nostri occhi si posassero su quelle pagine, qualcosa in noi sarà cambiato.

(Ero al mare, una volta. Finivo di leggere “Misery” di Stephen King. Lo conosco quell’accelerare del cuore. Piangevo e ridevo insieme: ero felice per Paul Sheldon che sfuggiva alla pazzia di Annie, senza preoccuparmi troppo della gente intorno a me. Divorata l’ultima pagina, il cuore mi esplodeva).

In questo tempo in cui il corona virus ci costringe a chiudere le scuole e a trascorrere del tempo in casa, si potrebbe dare un’occhiata agli scaffali delle proprie librerie e ritrovare, magari, qualcuno tra questi libri. Per dimenticare un po’ il mondo che fuori è in subbuglio e ascoltare, invece, il proprio cuore accelerare. Ecco 5 libri da leggere ai tempi del Coronavirus.

Fahrenheit 451, di Ray Bradbury

Ci insegna ad avere qualcosa per cui lottare. Per Guy Montag e gli altri personaggi sono i libri, o meglio, quello che i libri contengono.

In un mondo distopico in cui la lettura è proibita, i pompieri non spengono il fuoco ma lo appiccano per bruciare i libri (perché “il fuoco splende e il fuoco pulisce”). Il pompiere Montag, un po’ più curioso dei suoi colleghi, si chiede cosa ci sia dentro questi oggetti di carta che spinge la gente a morire pur di non farli bruciare. E quando lo scopre entrerà a far parte della resistenza, in una colonia all’interno della quale non importa più che i libri ci siano o meno, perché i sopravvissuti custodiscono la letteratura dentro di sé, imparando i libri a memoria.

Il giovane Holden, di J. D. Salinger

Delicato, irriverente, commovente, “Il giovane Holden” è un libro per sognatori, è un libro per ribelli.

Ci fa capire perché una storia va raccontata e forse anche perché non va raccontata, perché “se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”.  E alla fine, infatti, sentirete la mancanza del quindicenne dai capelli grigi, che a scuola studia solo la letteratura inglese perché solo quella gli piace, che si chiede dove vanno le anatre di Central Park quando il lago diventa gelato, che da grande vuole prendere al volo bambini nella segale, come dice una vecchia canzone scozzese. Sentirete la mancanza delle sue avventure, della sua sorellina Phoebe, del vecchio Professor Spencer, persino del puzzolente Ackley “e compagnia bella”.

Il buio oltre la siepe, di Harper Lee

Per vincere i pregiudizi. Nell’Alabama degli anni Trenta, la piccola Scout e il fratellino Jem vivono da vicino un episodio di ingiustizia nei confronti di un bracciante nero che Atticus, padre dei due bambini e brillante avvocato, sceglie di difendere. E’ un romanzo di formazione che ci guida attraverso la lotta contro le ingiustizie, la difesa dei deboli, perché attaccare chi è indifeso solo per un pregiudizio “sarebbe come uccidere un passero”. E i passeri non fanno male a nessuno, solo cinguettano. Un’avventura all’epoca della grande depressione attraverso gli occhi di Scout, bambina curiosa e coraggiosa che impara ad amare e a non giudicare prima di conoscere.

Cime tempestose, di Emily Brontë:

Per vivere un amore travolgente quanto le tempeste della brughiera inglese. Nella gotica ambientazione della casa di Wuthering Heights, si consuma l’amore tra il malvagio Heathcliff e la passionale Catherine, un amore che sa di distruzione, di vendetta e di gelosia, una passione distruttiva che troverà pace solo quando, dopo la loro morte, i fantasmi dei due potranno vagare, presi per mano, tra la foschia delle brulle zolle inglesi.

IT, di Stephen King

Per scoprire che forma assume la vostra peggiore paura. Racconta di come la paura si fa e si disfa e non importa se abbiamo dieci o cinquant’anni perché la paura è cosa di tutti. “It” ci insegna a sapere che la paura esiste, che ci rende ciechi, che ci paralizza, che si scopre da bambini e si impara da adulti. E poi ci insegna ad affrontarla.

Dice King che la paura è “la forma di un cadavere sotto un lenzuolo”. “It” è la porta per quella stanza con dentro quel cadavere. Ci insegna a varcare la soglia e toccare cosa c’è sotto il lenzuolo. Nessuno può dire che cosa ci sia. Che forma prenderà, per voi, It?

Questi e molti altri libri possono aiutare a vivere, forse, un po’ più serenamente un tempo instabile come il nostro e dopo averli letti (senza alcun dubbio tutti d’un fiato) sarà più semplice anche guardare fuori, guardare il mondo, quello reale, quello che sta al di qua della carta, al di qua di Montag, al di qua di Holden, al di qua di Scout, di Heathcliff e Catherine, al di qua di qualunque forma, per voi, abbia assunto It, il pagliaccio.

Tags: coronavirus
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