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Truffa con le mini turbine eoliche? Imprenditore finisce sotto processo

by Angelo Centonze
20 Ottobre 2018 9:57
in Cronaca
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Finisce sotto processo l’imprenditore accusato di avere truffato svariati investitori con i brevetti delle mini turbine eoliche.

Gianluigi Antonio Parrotto, 24enne di Casarano, all’epoca dei fatti, amministratore della Gp Renewable con sede a Casarano e della Air Group Italy di Surbo è stato rinviato a giudizio dal gup Vincenzo Brancato. Dovra presentarsi il prossimo 24 gennaio dinanzi al giudice monocratico Stefano Sernia per l’inizio del processo.

L’imputato è assistito dagli avvocati Mauro Marzano e Salvatore Ponzo.

Risponde delle accuse di truffa, calunnia ed insolvenza fraudolenta, nell’ambito dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori.

Le dodici parti offese sono assistite dagli avvocati Renato Magni, Carmela Palese, Francesca Volpe, Laura De Luca, Angela Frascaro, Stefano Bruno e Carmela De Mattia.

L’inchiesta

I fatti si sarebbero verificati a Casarano ed in altri paesi salentini, tra febbraio del 2014 e luglio del 2016. Secondo l’accusa, Parotto, titolare di numerosi brevetti di turbine eoliche, presentandosi come rinomato esperto di energie rinnovabili, avrebbe proposto allettanti investimenti. In realtà, gli impianti mini eolici sarebbe risultati caratterizzati da inefficienza ed improduttività, oltre che da caratteristiche difformi da quelle previste in contratto. Dunque, sempre secondo la tesi della Procura, il giovane avrebbe indotto in errore numerosi investitori per ottenere ingiusti profitti di rilevante entità (pari alle somme investite, per oltre 200mila euro). Molti di essi, presentarono denuncia nei suoi confronti e venne così aperta un’inchiesta.

Non solo, poiché Parrotto avrebbe contratto obbligazioni con il titolare di un agenzia di comunicazione, dissimulando lo stato di insolvenza personale e della società.

Infine, l’imprenditore avrebbe accusato ingiustamente una persona di ricettazione, pur sapendolo innocente.

La replica dell’imprenditore

L’imprenditore, però, non ci sta e con una nota si difende: “A me sembra ancora molto strano dovermi difendere da un simile reato, perché, le turbine oggetto del fatto criminoso, contestatomi, non sono mai state prodotte dalla mia società tanto meno certificate, bensì sono state prodotte da una società nel Nord Italia (lo dimostrano anche le foto che hanno allegato i querelanti) e testate da un ente Universitario. Quindi ad oggi io mi chiedo se queste persone stiano cercando veramente un colpevole o IL COLPEVOLE.

Sono sicuro però di una cosa, questo processo, presto, farà luce su chi veramente è la vittima e chi il carnefice. Non ho in alcun modo intenzione di accettare compromessi e procederò fino all’ultimo grado di giustizia se necessario. Farò valere i miei diritti e la mia versione, che ormai da diversi anni è sempre la stessa. Difenderò fino all’ultimo il mio operato, la mia carriera e l’operato dei miei ex collaboratori che hanno lavorato con diligenza e senso di responsabilità per l’azienda e per tutti i nostri clienti.

Una volta arrivata l’assoluzione, però, non intendo fare sconti a nessuno, procederò contro chi fino ad oggi ha buttato fango e si è accanito contro la mia persona, ed in alcuni casi anche perseguitandomi, chiederò tutti i danni che fino ad oggi mi sono stati procurati. Ho lavorato tanto per il bene dell’ambiente e del territorio, questi errori non li perdonerò. La vita è piena di insidie, ne ho superate tante, diverse e molto più complesse di questa, una su tutte la prematura scomparsa di mia madre e vorrei rassicurare chi ad oggi pensa che basti così poco per sconfiggere chi si è creato da solo e con tanti sacrifici.

Non è giusto per me e per chi ha lavorato e continua a lavorare con me. Le sedi opportune, ne sono convinto, me ne daranno ragione.

Riguardo all’azienda grafica, è stato tutto ampiamente saldato a seguito del giudizio civile, comprese le spese legali”.

Tags: calunniatruffa
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