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Xylella fastidiosa, finalmente si muove l’Unione Europea

by Lino Dimitri
24 Agosto 2017 11:46
in Cronaca
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Adottate nuove misure di emergenza, a Bruxelles, per contrastare la diffusione in Europa del batterio killer 'Xylella fastidiosa' che in Italia ha già contaminato centinaia di migliaia di ulivi nella piana del Salento. Le nuove misure sono state approvate dagli esperti del settore dei 28 Stati membri e della Commissione europea.

Insetti vettori sono i responsabili della diffusione del batterio, mentre il movimento delle piante infette è responsabile della sua diffusione su lunghe distanze. Le misure approvate prevedono determinate condizioni per l'importazione e la circolazione di particolari piante che ospitano o potrebbero ospitare questo batterio, oltre alla sua tempestiva individuazione nelle zone colpite, così come la sua soppressione.

Tra le misure introdotte c'è anche l'obbligo di notificare qualsiasi focolaio, prevedere indagini ufficiali annuali, delimitare le aree infette, ma anche realizzare operazioni di campionatura, analisi, monitoraggio, e infine rimozione e distruzione delle piante malate. 

Le nuove misure Ue sostituiscono quelle provvisorie adottate nel febbraio 2014 e permettono, almeno ai florovivaisti leccesi, di respirare un po’ di più, potendo vendere alcune piante in più (oleandro, vite etc) rispetto al divieto che li era stato imposto prima.

È stato questo il punto centrale di discussione durante il convegno che si è tenuto questa mattina negli uffici di Viale Aldo Moro della Regione Puglia. Per illustrarne i contenuti agli esperti ed agli interessati presenti, sono intervenuti: il direttore fitosanitario regionale, Antonio Guario; il direttore area agricoltura regionale, Gabriele Papa Pagliardini; l’assessore provinciale all’Agricoltura, Francesco Pacella.

Oltre a discutere dei provvedimenti presi a livello europeo, Pagliardini ha evidenziato quello che l’ente regionale intende fare per garantire un piccolo sostentamento agli agricoltori e proprietari terrieri colpiti dal contagio. “Si cercherà di predisporre un regime di aiuto di Stato che intende coprire parte del danno subito da alcuni agricoltori. Le risorse dovranno essere recuperate dal bilancio corrente della Regione e degli altri enti istituzionali che vorranno partecipare alla spesa.

È inutile nascondere che questo rappresenta un problema a livello economico, visto che già alcune risorse (2 milioni di euro) erano state stanziate per l’attività di monitoraggio e, proprio da lì, si cercherà di stornare quanto rimasto per coprire il danno”.

La parola poi è passata al più “tecnico” Antonio Guario che, facendo un preambolo, ha dichiarato: “In 40 anni di carriera professionale non mi sono mai trovato di fronte ad una situazione così eccezionale. Non voglio parlare di dramma, ma certo non era mai successa una cosa del genere.

Noi abbiamo fatto un grande lavoro, da parte nostra, per poter farci ascoltare dalla Commissione Europea e renderci credibili. Solo grazie all’aiuto del Ministero dell’Agricoltura ciò è stato reso possibile, anche perché l’Unione Europea tratta un problema solo sulla base di dati certi. Una volta che si è raggiunto questo obiettivo, si è passati all’analisi ed al rapporto stilato a Bruxelles”.

L’Unione Europea ha prima di tutto individuato le misure preventive per impedire l’introduzione e la diffusione all’interno degli stati membri della xylella fastidiosa. L’elemento più interessante emerso da questo rapporto è la divisione delle zone delimitate in zona infetta e zona tampone.

Ogni qualvolta si trova una pianta che faccia parte della prima categoria si deve delimitare l’intera area. Le piante specificate che si muovono all’interno di aree delimitate devono essere trasportati fuori dalla stagione di volo dei vettori, in contenitori o confezioni chiuse, per evitare che possa verificarsi un’infezione dell’organismo tramite uno dei suoi vettori.

La zona infetta include tutte le piante che presentano sintomi, tutte le piante note che possono essere infettate, tutte le altre piante che possono essere infettate a causa della loro vicinanza alle piante infette.

L’area tampone deve avere, invece, una larghezza di almeno 2mila metri. La larghezza può essere ridotta ad almeno mille metri se le piante infette sono state rimosse insieme a tutte quelle che presentano dei sintomi.
 

Tags: epidemieulivixylella
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