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2 giugno, W la Repubblica Italiana

by Redazione
28 Luglio 2017 10:45
in Attualità
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L’Italia non è una democrazia moderna e forse non è ancora una democrazia matura, ma quello che avvenne 68 anni fa cambiò decisamente la sua storia.

Il 2 giugno del 1946 l’Italia salutava la Monarchia e abbracciava la Repubblica, dopo sei anni di guerra e dopo il tracollo delle nomenclature politiche e governative, gli italiani decisero di decidere in libertà.

La Democrazia Cristiana, partito costruito di nascosto negli anni della guerra da Alcide De Gasperi e Igino Giordani nei nascondigli del palazzi vaticani, nel 1945 era il partito più forte e adatto a guidare la nuova Italia. Il Paese, tuttavia ricercava un nuovo assetto istituzionale, per far ripartire l’economia  e risollevarsi dalla sconfitta bellica.
I primi mesi successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale furono di preparazione alla grande svolta. L’Italia si accingeva a votare un Referendum istituzionale per far scegliere agli Italiani tra la Monarchia e la Repubblica.

Regnava a quel tempo il re Umberto II, figlio di Vittorio Emanuele III, il quale a seguito dell’esito elettorale del 2 giugno lasciò l’Italia dopo aver abdicato in favore della Repubblica.

12 milioni e 718 mila italiani votarono per la Repubblica staccando i 10 milioni e 700mila voti per la Monarchia.  Un fatto rivoluzionario che, al di là di qualche polemica su presunti brogli elettorali, cambiò in meglio la vita di tutti.

Il 2 giugno è il giorno dell’utopia che si è fatta storia. Perché per la prima volta in Italia furono chiamate al voto anche le donne.

Il suffragio universale consegnava l’immagine di un Paese moderno e innovativo con tutto il popolo che sedeva sul trono del sovrano.
Sembra assurdo ma fino al 1946 le donne in questo belpaese non erano nemmeno ammesse alle urne. La Storia va ricordata anche per questo, per stabilire il tempo d’avvio dei processi, in base all’età di ciascuno si può stabilire anche il suo stato di salute. Così funziona pure per la politica e le istituzioni.

Il 2 giugno del ’46 non fu solo il giorno del referendum istituzionale ma anche quello dell’elezione della cosiddetta Assemblea Costituente, il Parlamento che avrebbe scritto le regole della nuova democrazia, i padri della Patria che avrebbero redatto la Costituzione Repubblicana, la più bella del mondo.
La democrazia Cristiana, evolutasi dal partito popolare di Don Luigi Sturzo, metteva in campo le sue menti migliori e con il consenso più ampio che si potesse immaginare pose le basi per un governo duraturo e capace di far crescere il Paese oltre ogni ragionevole immaginazione.

Nel decennio successivo gli 8 governi De Gasperi aprirono la strada europea ad una delle più importanti potenze mondiali: l’Italia liberata, l’Italia repubblicana, l’Italia democratico cristiana.
Il 2 giugno del 1946, nello Stivale tutti si sentirono davvero italiani. Auguri a tutti.

Tags: commemorazionidemocraziafesta-della-repubblica
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