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​Carlo Salvemini sindaco e Alessandro Delli Noci vicesindaco: come cambierà Lecce

by Valentina Petrucci
2 Agosto 2017 12:42
in Politica
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Il vento del cambiamento a Lecce ha due nomi: Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci. Nelle more di un accordo che li ha visti trionfare contro un centrodestra ormai al collasso, i due protagonisti del nuovo corso amministrativo di Lecce si preparano a governare la città. 

La proclamazione degli eletti, intanto, chiarirà la composizione del nuovo consiglio, sulla quale, nella settimana successiva al primo turno elettorale, si è molto discusso: il fantasma dell'anatra zoppa sembrerebbe lasciare posto alla possibilità di ricorrere al TAR per avere una maggioranza solida. Tuttavia, se ciò non dovesse accadere, fonti accreditate fanno sapere che in tanti, dal centrodestra, si starebbero preparando ad aderire alla nuova maggioranza di centrosinistra: l'operazione non coinvolgerà certamente lo zoccolo duro dell'ex Perrone, i suoi fedelissimi Monosi, Guido, Messuti, Pasqualini; tra i neo eletti nelle fila della minoranza, invece, più di uno avrebbe già espresso la volontà di compiere il famoso "salto della quaglia".

Al netto di queste considerazioni, Salvemini avrà, quasi certamente, una maggioranza in consiglio che gli permetterà di governare fino a scadenza naturale del mandato. 
 

La squadra di governo sarebbe ancora tutta in fieri, ma il neo Sindaco potrebbe, quasi certamente, tenere per sé la delega al Bilancio che fu di Monosi; nei suoi 20 anni di opposizione, Salvemini, è intervenuto sovente su questioni attinenti il bilancio, conducendo importanti battaglie, forte degli strumenti a sua disposizione maturati con la laurea in Economia e Commercio.  
 
Nelle mani del vicesindaco Delli Noci potrebbero tornare invece le deleghe all'Innovazione, Politiche Giovanili e Comunitarie, già sue nel corso del Perrone bis e per le quali avrebbe conseguito risultati unanimemente  apprezzati, da destra a sinistra. Un riconoscimento imperante, in giunta, spetterà quasi certamente al Partito Democratico: una delega potrebbe, infatti, essere affidata a Sergio Signore, il più suffragato tra le fila del Pd. 

Non è un mistero che il nuovo Sindaco potrebbe certamente optare anche per nomine esterne: il Prof. Melica, suo alleato in opposizione al governo Perrone e compagno di tante battaglie potrebbe essere destinatario di un ruolo di spicco, anche in ragione del prestigioso profilo professionale. All'Urbanistica potrebbe invece esserci l'architetto Miglietta, fedelissima di Salvemini, affiancata probabilmente da Sergio Ventura, che aveva aderito al progetto civico di Delli Noci ancora tesserato al Pd, scatenando le ire dei suoi compagni di partito, oggi ricongiuntisi nel medesimo progetto di governo. Ventura, inoltre, fu assessore al Traffico della giunta di Salvemini padre. 

"Un'AltraLecce" potrebbe inoltre essere destinataria di delega: la scelta, tuttavia, potrebbe non ricadere su Marco Giannotta, eletto tra le sue fila, ma neofita della politica cittadina. 

Un ampio spazio di valorizzazione dovrebbe spettare alle politiche sociali sulle quali Salvemini dovrebbe puntare moltissimo: in questo si dovrebbe riscontrare il primo punto di rottura con il passato; il campo del sociale sempre troppo trascurato e sacrificato dalla vecchia amministrazione, dovrebbe diventare tratto caratterizzante dell'azione di governo a firma Salvemini: gli alloggi popolari ne costituirebbero lo snodo fondamentale. 
 
Potrebbe essere questa una delle prime azioni del nuovo governo di città che farebbe il paio con un nuovo piano della mobilità, del traffico, lo smantellamento del filobus e l'adozione del nuovo Piano Urbanistico Generale. 
 
Il nuovo sindaco Salvemini, cui qualcuno ha già assegnato l'appellativo di "Sindaco galantuomo" che fu del padre, avrebbe in mente di osservare e tradurre in azioni il programma elettorale presentato in campagna elettorale. 
E già soltanto questo dato, rappresenterebbe una novità assoluta. 

Tags: elezioni-amministrative-2017
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