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​Il «Porto turistico di Otranto» non s’ha da fare. Parola di Cgil Puglia, Cgil Lecce, Fillea Lecce

by Redazione
28 Luglio 2017 10:50
in Politica
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Quella del Porto turistico ad Otranto non è una vicenda nuova, anzi. Parte dal lontano 2007 quando la Società romana Condotte d'Acqua richiese una concessione demaniale marittima «per costruire e gestire un porto turistico ad Otranto» mettendo il primo mattone  per realizzare quello che per l’Amministrazione idruntina rappresentava un sogno da tempo. Eppure a distanza di tanti anni tanto è stato detto e poco è stato fatto.

Come noto, infatti, nel tempo si sono create due fazioni distinte e separate, ognuna in un modo o nell’altro cerca di far prevalere le sue “ragioni”: da un lato c’è chi difende a spada tratta il progetto considerandolo «strategico» non solo per i flussi turistici ma anche per le ricadute economiche che una simile infrastruttura avrebbe sul territorio. Dall’altro c’è chi, invece, si schiera dalla parte del paesaggio che giocoforza ne uscirebbe, ad opera finita, cambiato se non addirittura stravolo.

Oggi, sulla questione è intervenuta anche la Cgil al termine di una riunione con Cgil Puglia e Fillea Cgil ha voluto ribadire la contrarietà all’opera. «Come ribadito nel nostro Piano del Lavoro, – si legge nel comunicato stampa a firma di Antonella Morga Cgil Puglia – Salvatore Arnesano Cgil Lecce – Alessio Colella Fillea Cgil Lecce – la Cgil sostiene che la creazione di nuova occupazione debba provenire da un modello di sviluppo che non sia devastante per il territorio e che tuteli l’ambiente e il paesaggio per garantire un futuro di benessere per tutti e non un profitto per pochi».  Insomma, lo scalo idruntino non s’ha da fare.

«Sono sette anni – prosegue la nota- che si cerca di far approvare la proposta del nuovo porto turistico di Otranto. La società Condotta d’Acqua ha modificato più volte la sua proposta, anche per i vari veti posti dalle istituzioni. L’ultima nuova proposta di progetto, dopo essere stata analizzata nella Conferenza di servizi in Regione Puglia dello scorso 31 di maggio, ha subito l’ennesima bocciatura».

La CGIL Puglia, che insieme a CISL e UIL regionali fa parte della Conferenza dei servizi, segue da anni, le varie fasi di discussione del progetto, «non facendosi mai fuorviare da preconcetti, né condizionare da proposte non convincenti e mantenendo un filo diretto e costante con la Cgil della provincia di Lecce».

«Ci siamo resi conto, sin da principio, che l’opera proposta mostrava diversi limiti e che – all’inizio fortemente impattante, poi alleggerita nella proposta e conformata, solo in parte, ai rilievi fatti – mostrava criticità che ne impedivano la sua realizzazione. Criticità che, nonostante le ulteriori variazioni del progetto, sono state ribadite nella Conferenza del 31 maggio scorso».

Perplessità anche per il clamore mediatico che hanno sollevato alcune esternazioni, «non proprio consone a un ruolo da amministratore pubblico», che il Sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, ha più volte e ripetutamente mosso nei confronti dei pareri non conformi ai desiderata del progetto.

E proprio il 31 maggio, prosegue la nota «abbiamo provato a riconfermare le nostre perplessità, derivanti soprattutto da pareri mossi dalla Soprintendenza, dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, dal Comitato regionale di VIA, dall’ARPA Puglia, dall’ufficio ambiente della Provincia di Lecce, oltre che dai pareri negativi mossi dalle associazioni ambientaliste WWF e Italia Nostra Puglia. Abbiamo provato ad argomentare al nostra posizione facendo riferimento ai pareri autorevoli espressi dalle istituzioni pubbliche che rappresentano gli interessi collettivi a tutela delle procedure, dell’ambiente e della legalità.  Così abbiamo sottolineato che, pur essendo il lavoro la nostra priorità, questo non significa che sosteniamo la creazione di occupazione senza qualità e rispetto dell’ambiente».

Le provocazioni mosse alla segretaria regionale della CGIL Puglia hanno prodotto la chiusura immediata della Conferenza che si è conclusa con un giudizio negativo alla realizzazione dell’opera.

«Che dire? A nulla sono valse le proposte di mediazione, le richiesta ad abbassare i toni, il ragionare su un’ipotesi di riqualificazione del porto esistente, il suggerire la revisione del progetto cercando la collaborazione e il concorso di tutte le istituzioni coinvolte. Alla fine – fanno sapere dal Sindacato – la decisione del Sindaco Cariddi è stata quella di ricorrere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Noi siamo stupefatti da tutto ciò, e ribadiamo congiuntamente, come Cgil Puglia, Cgil Lecce e Fillea Cgil Lecce, la nostra posizione univoca di netta e preoccupata contrarietà alla realizzazione di un’opera che presenza molte criticità, in particolare sul fronte della tutela dell’ambiente e del territorio».

Tags: cgilporto-turistico
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