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​Maxi truffa a settanta clienti con i bolli auto. Indagati un ex sindaco di Campi Salentina e i due figli

by Angelo Centonze
1 Agosto 2017 15:11
in Cronaca
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Una maxi truffa di svariate migliaia di euro sui bolli auto, messa in atto da un ex sindaco di Campi Salentina e dai due figli, a danno di una settantina di clienti.

È quanto emerge dall'avviso di conclusione delle indagini a firma del procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, notificato a Pasquale Pompilio Guerrieri, 71enne, (primo cittadino di Campi Salentina negli anni '80 ed assessore ai lavori pubblici fino al 2014).; i figli Gabriele e Gianluca, di 39 e 36 anni.

 tre indagati, difesi dall'avvocato Michele Palazzo, rispondono a vario titolo ed in diversa misura, dei reati di peculato,  truffa aggravata, appropriazione indebita ed uso abusivo dei sigilli. Sono state le stesse presunte vittime a denunciare il raggiro. I clienti dell'Agenzia Delegazione Aci di Campi Salentina, il cui titolare era Pasquale Pompilio Guerrieri, ricevevano indietro il pagamento delle tasse versate all'ACI. Consapevoli di avere agito regolarmente, si rivolsero ai Carabinieri della locale stazione e venne aperta un'inchiesta.

L'accusa di peculato è contestata fino al settembre del 2013. Pasquale Guerrieri era autorizzato a riscuotere le tasse regionali dell'ACI, presso l'agenzia di Campi; il figlio Gianluca, le pratiche automobilistiche. Entrambi, però avrebbero "intascato", una somma oscillante tra i 115 ed i 270 euro di sei ignari clienti, destinata alla Regione Puglia.  Dopo il settembre dello stesso anno, l'Aci avrebbe revocato il mandato all'Agenzia di Guerrieri, ma nonostante ciò, sia il padre che i due figli avrebbero continuato il disbrigo delle pratiche, senza avvisare i clienti della revoca.

A questo punto, la Procura ipotizza il reato di truffa aggravata, poiché avrebbero continuato ad agire come in passato, ma senza avere l'autorizzazione a farlo. I Guerrieri si sarebbero occupati dell'assistenza per il pagamento dei bolli auto; avrebbero utilizzato documenti cartacei, intestati ad Aci Bollonet ( il servizio online di pagamento del bollo auto). Per far ciò, utilizzavano il timbro dell'Aci che non era stato mai restituito e di conseguenza la Procura ipotizza anche il reato di appropriazione indebita ed uso abusivo dei sigilli.

Tags: truffe
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