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​Morì intrappolata tra le lamiere dell’auto che prese fuoco: condanna a 3 anni per l’automobilista. Nel sangue tracce di cocaina

by Redazione
2 Agosto 2017 12:53
in Cronaca
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Condanna a 3 anni di reclusione per l'automobilista che provocò l'incidente in cui una donna morì carbonizzata all'interno della propria vettura. G.S. 29enne di San Cesario rispondeva dell'accusa di omicidio colposo aggravato, per la tragica fine della 35enne Stefania Spagnolo, originaria di Campi Salentina, ma residente a Porto Cesareo, rimasta intrappolata nelle lamiere dell'auto dopo un'incidente sulla Lecce-Gallipoli, nella direzione verso il capoluogo.
  
Il gup Simona Panzera ha disposto per l'imputato anche il pagamento di una provvisionale di 50mila euro in favore del fidanzato della vittima, costituitosi parte civile con il legale Silvia De Maglio. Nell'udienza di lunedì scorso, il pubblico ministero Giovanni Gagliotta aveva invocato per G.S. una condanna a 5 anni, ritenendo l'imputato colpevole di aver provocato l'incidente dopo avere assunto cocaina.
  
Il processo si è celebrato con il giudizio abbreviato condizionato all'espletamento di due perizie. La prima, affidata dal gup Panzera al medico legale Alberto Tortorella, avrebbe riscontrato la presenza di un metabolita della cocaina in quantità elevata nel sangue del conducente. Il difensore di G.S., l'avvocato Ferruccio Palazzo del Foro di Brindisi, aveva invece contestato quest’esito, sottolineando come non fosse risultata la presenza di "principio attivo" dello stupefacente al momento dei test tossicologici.
  
La consulenza stradale, affidata dal giudice all'ingegnere Antonio Vernaleone, "contesta"  all'imputato un eccesso di velocità  (circa 150 km/h), e il non aver rispettato la distanza di sicurezza da un camion che lo precedeva.  Anche in questo caso, la difesa ha fornito una diversa ricostruzione dei fatti. G.S. a bordo di una Saab in procinto di superare il camion, per evitare l'impatto con il mezzo che gli stava tagliando la strada, avrebbe frenato e sterzato a destra. A quel punto, sarebbe andato ad impattare, tamponandola di lato, contro la vettura della vittima che, secondo la difesa, stava procedendo in retromarcia. La Fiat 500, condotta dalla Spagnolo, sarebbe così andata a sbattere contro il guard rail.
  
Adesso saranno le motivazioni della sentenza a chiarire quale sia stato l'orientamento del giudice.
  
Il drammatico incidente stradale si è verificato il 7 dicembre del 2015, intorno alle 18.30 sulla Gallipoli – Lecce.  lungo la 101 Salentina di Gallipoli, in direzione Lecce, nei pressi dello svincolo per Copertino, in agro di Lequile. Le lamiere che hanno preso fuoco e non hanno dato scampo alla povera Stefania Spagnola. Difficilissime sono state infatti le operazioni per il riconoscimento della giovane ed è stato solo grazie al microchip del cane, si è risaliti all'identità della vittima.

Tags: condanneincidenti-mortali
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