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​Rapinarono un pensionato in casa: condanna a 14 anni per due galatonesi

by Angelo Centonze
1 Agosto 2017 14:32
in Cronaca
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Rapinarono un pensionato in casa propria, ed oggi è arrivata la sentenza di condanna a 14 anni per due galatonesi. Il  collegio della prima sezione penale, presieduto dal dr. Gabriele Perna, ha inflitto una pena di 7 anni ciascuno, a Sebastiano Zambonini, 30enne e Andrea Calamaio, di 40 anni. Inoltre, i giudici hanno disposto il pagamento di una multa di 3.000 euro e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, per entrambi gli imputati. In precedenza, il pubblico ministero Maria Vallefuoco ha invocato 6 anni di reclusione ciascuno, con le accuse di rapina aggravata.
 
Successivamente, hanno discusso gli  avvocati della difesa, Attilio Carrozzini per Sebastiano Zambonini e Maurizio My, difensore di Andrea Calamaio. Il primo ha chiesto la regressione del processo a una fase pre-dibattimentale, per riformulare l'istanza di patteggiamento. Infatti,  dopo la richiesta di giudizio immediato, l'avvocato Carrozzini ha avanzato un'istanza di patteggiamento per Zambonini, rigettata dal pubblico ministero Roberta Licci. Il legale, prima dell'inizio del dibattimento, ha ripresentato una richiesta a condizioni diverse, nello specifico di una pena a 3 anni e 6 mesi ( con il riconoscimento delle attenuanti generiche). Essa è stata rigettata, poiché secondo il collegio, andava riformulata in maniera identica a quella presentata al pm.
 
Sempre nell'udienza di ieri, l'avvocato Carrozzini ha chiesto "in subordine" , l'applicazione di uno sconto di pena, anche per la collaborazione mostrata da Zambonini in fase d'indagine e processuale. Quest'ultimo durante un'altra udienza, ha dichiarato che a compiere la rapina sarebbero stati lui e un altro uomo. Si tratterebbe di quella stessa persona che sentita in aula come teste "accusò" a sua volta  Zambonini e Calamaio. Dichiarò di averli accompagnati nei pressi di una pizzeria ad acquistare erba. Al loro ritorno, Zambonini presentava una vistosa ferita. Egli si sarebbe comunque limitato ad accompagnarli a casa. Invece, il difensore di Calamaio ha chiesto l'assoluzione, sostenendo come non ci siano prove schiaccianti circa il coinvolgimento del proprio assistito nella vicenda. A carico di questi, ci sarebbero soltanto una telefonata con Zambonini, il giorno prima della rapina ed un sms inviato alla stessa persona, il giorno successivo.
 
Nell'udienza dell'ottobre scorso, l'anziana vittima della rapina, un 86enne galatonese è stato ascoltato come teste dell'accusa. Egli ha raccontato di avere aperto la porta di casa a due persone che stavano insistentemente bussando; rendendosi conto che si trattava di due rapinatori, il pensionato di Galatone, precauzionalmente armato di coltello, riuscì a ferirne uno. Un rapinatore, ha raccontato il teste, gli avrebbe "messo le mani sulla testa" e parlando con uno spiccato accento locale, l'avrebbe minacciato con la frase "se non ci dai i soldi ti uccidiamo". Grazie anche al "contributo" dell'86enne galatonese che ferì uno dei due malviventi, in poco più di un mese, i carabinieri della Compagnia di Gallipoli chiusero il cerchio attorno a  Zambonini e Calamaio.
 
Ricordiamo che quella notte del 25 aprile dello scorso anno, i malviventi misero a soqquadro tutte le stanze, alla ricerca di soldi e preziosi. Lasciarono l'abitazione dell'uomo, con appena 400 euro ed i libretti postali. I carabinieri, apprendendo che uno dei due rapinatori era stato ferito, setacciarono gli ospedali, arrivando a Zambonini ricoverato nell’ospedale di Galatina ( egli, inizialmente, dichiarò di essersi ferito in campagna, nel tentativo di scavalcare una recinzione). Gli accertamenti, però, smentirono questa ipotesi ed Il giovane confessò, senza però svelare chi fosse il suo complice. Solo successivamente, analizzando le telefonate di Zambonini, gli investigatori si misero sulle tracce di Calamaio.

Tags: furti-ad-anziani
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