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‘​Voglio andare via in punta di piedi’. Lacrime e battute nell’addio di Cataldo Motta

by Marianna Merola
1 Agosto 2017 17:25
in Attualità
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Inaspettatamente, la conferenza stampa voluta per illustrare i dettagli dell’Operazione ‘Federico II’ si è trasformata per il Procuratore della Repubblica, Cataldo Motta in un’occasione per salutare i giornalisti presenti. Il primo nemico della Sacra Corona Unita andrà in pensione il 15 dicembre, giorno in cui scadranno gli otto anni del suo mandato. «Lasciamo che il film si svolga, anche quando la bobina è verso la fine…» ha detto, con un pizzico di commozione, Motta che fino al 31 dicembre ricoprirà il ruolo di sostituto procuratore. Nessuna cerimonia di addio, il numero uno della Procura di Lecce si congeda scherzando dimostrando anche questa volta un'umanità che lo ha reso un grande uomo, prima di essere un grande Procuratore: “mi devo mettere a piangere in pubblico? Pare brutto – ha ironizzato in dialetto, salvo poi diventare di colpo serio – le cerimonie mi mettono tristezza e poi c’è poco da festeggiare”.  
  
Visibilmente commosso, ammette di voler abbandonare la scena in punta di piedi per dedicarsi magari alla scrittura di un libro: «In cinque anni ho scritto cinque pagine – continua – una pagina all’anno è una buona media, lo prendo come un augurio di lunga vita». Il titolo  “Uniti come i grani del rosario” non può che ricordare la sua lotta, sempre in prima linea, contro la criminalità organizzata.   
  
Scorrono i titoli di coda, quelli che nero su bianco segnano la fine di qualcosa. «Non ho nessun rammarico – ha continuato rispondendo alle domande dei giornalisti – tranne che per i casi non risolti» e ricorda l’omicidio del piccolo Daniele Gravili, rapito, violentato, ucciso e gettato via su una spiaggia di Torre Chianca come un giocattolo che nessuno vuole più. Era un pomeriggio di fine estate, il 12 settembre del 1992: «Se avessimo avuto gli attuali strumenti investigativi – continua Motta che all’epoca ricopriva il ruolo di sostituto procuratore – forse saremmo riusciti a scoprire l’assassino del bambino che aveva solo tre anni».
  
Non sarà un addio, Cataldo Motta continuerà a promuovere la cultura della legalità nelle scuole. Di certo, lascerà un vuoto che sarà difficile colmare. Mancherà un po' a tutti e volendo scherzare ci chiediamo: ora chi offrirà i cioccolatini che puntualmente spuntavano fuori ad ogni conferenza dalla scrivania ricoperta di carte?

Tags: cataldo-motta
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