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Accusati di vendere scarpe di lusso rubate. Un indagato ottiene i domiciliari, per gli altri ‘No’ alla scarcerazione

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 14:01
in Cronaca
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Nessuna scarcerazione per i componenti della famiglia Russo di Cutrofiano, molto conosciuta in Salento nel settore manifatturiero. Fernando Russo, 55enne resta in carcere, mentre la moglie, Antonella Sanzico 50enne e sua sorella Elena Russo, 48enne,  rimangono ristrette ai domiciliari, come stabilito dal Tribunale del Riesame.
 
I giudici hanno invece accordato i domiciliari, come chiesto dai difensori, ad Antonio Fuso 57enne di Lizzanello, per il quale invece era stata inizialmente disposta la misura cautelare del carcere . La posizione di Antonio Martina 40enne di Lizzanello verrà invece valutata martedì prossimo. Questa mattina, difatti è stato discusso il ricorso presentato dagli avvocati Antonio Savoia e Viola Messa. I legali hanno chiesto la scarcerazione per i propri assistiti per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza. Il Tribunale del Riesame,  Presidente Silvio Piccinno, a latere Alessandra Sermarini e relatore Antonio Gatto ha pero rigettato l'istanza avanzata dai difensori dei i quattro indagati,  arrestati il 3 maggio scorso con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione.
 
Gli arresti sono stati eseguiti nella Marche, dai carabinieri di Fermo e del Nucleo investigativo di Ascoli Piceno, nell'ambito dell’operazione non a caso denominata «Easy Shoes».Il fascicolo, per motivi di competenza territoriale, è finito nelle mani della Procura di Lecce. Il Pm Roberta Licci ha richiesto la misura cautelare per i cinque indagati, disposta attraverso un'ordinanza dal gip Carlo Cazzella.
 
Ognuno dei cinque indagati aveva un ruolo ben preciso nel ricettare le costose calzature di lusso rubate nelle Marche e rivendute nel Salento. E sarebbe proprio nel comune, a pochi chilometri da Galatina, che il gruppo provvedeva a “vendere” le scarpe rubate  in un altro distretto manifatturiero, quello di Fermo, attraverso una serie di canali commerciali “puliti” che siano esercizi commerciali o i tradizionali mercati rionali che animano le strade e piazze delle città salentine. Ben sei i calzaturifici marchigiani presi di mira (Errebi e Brake di Sant’Elpidio, Gi.Ma Fashion Group e Rodolfo Zengarini di Montegranaro, Elisabet di Monte Urano) .

Ad orchestrare le operazioni era Fernando Russo, considerato la "mente": a lui spettava il compito di individuare gli obiettivi da colpire, di pianificare sulla carta i furti che poi materialmente faceva eseguire da altre persone, al momento non ancora identificate. Sua moglie, Antonella Sanzico, invece, si occupava della gestione della vendita delle scarpe all’interno nel negozio ‘Via Montenapoleone’ di Cutrofiano. La sorella Elena Russo aveva il compito di esporsi in prima persona in qualità di legale rappresentante, nei casi di rinvenimento e/o sequestri di calzature da parte dei carabinieri, così da permettere agli altri di continuare le loro illecite attività. Antonio Fuso aveva il compito di ricettare le calzature nei mercatini settimanali in Puglia mentre a Antonio Martina riceveva i pagamenti dei “clienti”, in contanti o su carta prepagata a lui intestata. Una volta ricevuto il denaro, lo versava nelle casse del sodalizio criminale. Pian piano, grazie anche ad una serie di intercettazioni telefoniche ogni pezzo del puzzle è stato messo al proprio posto.
 

Tags: ricettazione
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