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Agguato in stile mafioso? Interrogatorio per due arrestati nell’inchiesta case popolari

by Redazione
8 Settembre 2018 13:27
in Cronaca
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“Un agguato in pieno stile mafioso a carico dell’uomo che ebbe il coraggio di denunciare il sistema criminale dell’assegnazione privilegiata di alloggi popolari in cambio di voti”.

È quanto viene contestato dalla Procura leccese a carico di Umberto Nicoletti, 41enne e Andrea Santoro, 28enne, entrambi di Lecce. I due sono stati attinti, nelle scorse, da un’ordinanza di custodia cautelare (in carcere per Nicoletti ed ai domiciliari nei confronti di Santoro, comunque detenuto a Borgo San Nicola per altra causa) e ascoltati oggi dal giudice.

Si è svolto, infatti, in mattinata l’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip Giovanni Gallo, nell’ambito dell’inchiesta “Estia”. Assistiti dagli avvocati Giuseppe Presicce, Giancarlo Dei Lazzarretti e Pantaleo Cannoletta, gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Hanno però rilasciato spontanee dichiarazioni sottolinendo l’estraneità agli addebiti.

Andrea Santoro ed Umberto Nicoletti (legato al Clan di Filippo Cerfeda) rispondono dell’ipotesi di reato di tentata violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso, in concorso con Giuseppe Nicoletti, Raffaele Guido e Nicola Pinto.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero cercato, con minacce, di far ritirare la denuncia nei confronti di Raffale Guido, in relazione alla “illecita e privatistica gestione degli immobili ERP”.

L’episodio più grave, però, sarebbe stata l’imboscata tesa al “grande accusatore”, nel giugno del 2015. In che modo? Fissandogli un appuntamento a Giorgilorio presso la casa di Giuseppe Nicoletti (padre di Umberto) e colpendolo brutalmente, cagionandogli un trauma cranico e facciale, additandolo ripetutamente come “infame”.

Il gip, nell’ordinanza, ritiene che le suddette condotte contestate dalla Procura, siano addebitabili soltanto ad Umberto Nicoletti, Andrea Santoro e Nicola Pinto.

Invece, il giudice non ha dubbi sulla veridicità della denuncia dell’uomo. Inoltre, il gip nell’ordinanza afferma (a conferma dell’attendibilità delle dichiarazioni di quest’ultimo) che nel corso di una perquisizione nei confronti di Raffaele Guido, è stata trovata un agenda. In essa venivano annotati in ordine alfabetico i soggetti a cui egli stesso sembra aver chiesto il voto ed il favore dagli stessi richiesto in cambio del voto.

Inoltre, vi è un’intercettazione in cui il denunciante parlando con un amico, riferisce di essere stato chiamato dalla Gdf:

Denunciante: l’hanno saputo….loro c’hanno il referto…e hanno collegato tutto a Pasqualini…a Pinto…e a coso

Amico: Pasqualini?

Denunciante: a Pasqualini, l’Assessore

Amico: ah…e che c’entra lui? Ah per il fatto della case popolari…che tu hai denunciato tutti

Denunciante: eh si

Amico: E lui alle case popolari sta?

Denuciante: Pasqualini è stato …poi è stato…l’anno scorso fu spostato ed andò Monosi al posto suo…

Tags: inchiesta-case-popolari
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