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Applausi ad Antonio Conte dai suoi colleghi allenatori leccesi

by Redazione
24 Agosto 2017 12:06
in Sport
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Antonio Conte ha inanellato la terza vittoria consecutiva del campionato di serie A, eguagliando il record di Fabio Capello con il Milan fra il ‘92 e il ’94. Ma alla Juventus nessuno aveva vinto tre volte di seguito, nemmeno il grande Trapattoni. Mimmo Renna e Aldo Sensibile ci affidano le loro riflessioni per l’occasione

Fino all’arrivo di Antonio Conte sulla panchina della Juventus, il leccese con la carriera da allenatore di calcio più prestigiosa era Mimmo Renna, ma adesso lui, come tutti, riconosce la superiorità di Conte a tutto tondo. “Non è solo una questione di numeri, dice l’ex allenatore del Lecce, ma una questione di metodo e di mentalità. Secondo me, spiega Renna, il modo di fare di Conte è incredibile. Ci dobbiamo convincere tutti che non abbiamo di fronte uno normale, perché come lui nessuno è mai riuscito a quadrare i conti perfettamente.

Pensiamo alla gestione del gruppo, dice mister Renna, sulla base della mia esperienza posso dire che è la cosa più difficile in assoluto. Gestire buoni giocatori è già un’impresa, figuriamoci campioni come quelli in forza alla Juventus. Sul piano della conduzione Antonio Conte è il migliore. L’unico in grado di tenere per un anno intero in panchina grandi campioni come Vucinic o Quagliarella, senza che emergesse mai una polemica o un rimbrotto. Il rispetto che tutti i giocatori hanno verso il loro allenatore è quasi sacro. Buffon, Pirlo, Tevez sono devoti a Conte come a un genitore, e tutti sanno parlare solo bene di lui, e giocano per lui e vincono anche per lui. Io potrei fare i nomi di tanti miei bravi giocatori del passato con cui ho avuto dissidi e problemi interni al gruppo per averli messi fuori squadra. E nonostante tutti mi riconoscessero un certo carisma devo confessare che talvolta avevo dei problemi di spogliatoio. Conte mai. Conte è unico. Per me, conclude Renna, è il più bravo, e mi dispiace che pochi a Lecce lo sostengano come meriterebbe.

Ricordo bene che significa sedere su altre panchine dopo quella del Lecce, difficilmente i tifosi comprendono che la cosa più importante per un professionista e fare il professionista fino in fondo. So bene come mi accolsero i miei concittadini leccesi quando, nonostante le mie imprese con il Lecce, qualche anno dopo mi presentai allo stadio Via del Mare sulla panchina del Bari e i fischi che mi arrivarono a fine partita, quando la mia squadra trionfò. Allenavo il Bari, ma il mio cuore era sempre giallorosso."

Sulla stessa lunghezza d’onda un altro grande di ieri e di oggi, Aldo Sensibile che con l’amico Mimino Renna condivide l’analisi sull’orgoglio leccese nei confronti di Antonio Conte. Anche lui, dice Sensibile, viene fuori dalla scuola calcistica di Attilio Adamo, anche lui è stato un giovane giocatore del Lecce, anche lui è sempre un pezzo della nostra storia. Ma a Conte va il merito di aver trasformato la Juve dalle ceneri degli scandali al trionfo dei successi. Il merito di aver nobilitato la squadra bianconera e il suo ambiente.

Conte fa parte di quella schiera di persone che hanno reso il calcio leccese un fatto nazionale e devo dire, conclude Sensibile, che quello che ha realizzato Antonio alla Juve forse non lo aveva mai fatto nessuno. L’intensità e il carattere che la squadra esprime sono il valore aggiunto di questa Juventus.
Complimenti davvero al nostro amico e concittadino. 

Tags: aldo-sensibileantonio-conteattilio-adamocontejuventisjuventusscudetto
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