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Apulia Film Commission punta su Otranto e vince. Grande successo per OFFF di Teresa Cavina

by Tiziana Protopapa
20 Settembre 2017 11:38
in Cultura & Spettacoli
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A pochi giorni dalla rassegna cinematografica di OFFF, il Festival del cinema che racconta la cultura dei popoli del Mediterraneo, possiamo scrivere di un legame diventato inscindibile, quello tra la bella Città dei Martiri e la Settima Arte. È stato un vero successo per l'Otranto Film Fund Festival che in questa edizione ha avuto come cornice gli incantevoli bastioni del Castello Aragonese.
 
Il riscontro favorevole ed entusiastico tributato dal pubblico, in tutte e cinque le serate, premia tutti: il Direttore Artistico, Maria Teresa Cavina, i registi dei film in concorso, l’Apulia Film Commision e la Città di Otranto.
 
Otto lungometraggi, otto corti d’animazione e otto nazioni tra cui Italia, Grecia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Serbia, Macedonia, Abania per cinque serate che hanno parlato il linguaggio internazionale del Cinema.
 
Due i vincitori del Faro D’Oro della IX edizione di OFFF – Otranto Film Fund Festival  per il miglior lungometraggio; l’opera prima, “Amok” del regista macedone Vardan Tozija e in ex aequo “Requiem for Mrs J” di Bojan Vuletić.
“Alla sua opera prima, il regista racconta con misura ed emozione una storia di tortura e di vendetta, la caduta agli inferi di un angelo ribelle e, in fondo, di un’intera generazione. Un film duro e dolente, livido e potente, in cui la luce penetra solo da qualche stretto spiraglio. Ma è da quello spiraglio che può passare il futuro”. Con questa motivazione è stato assegnato il Faro D’Oro ad “Amok” dalla giuria composta da Maricla Affatato, Emilie Deleuze, Barbara Melega, Enzo d’Alò e Salvatore De Mola.
 
Il Faro d’Argento è andato, invece, a “The Black Pin”, di Ivan Marinovic, con la seguente motivazione: “La piccola storia di un pope che cerca di civilizzare la sua comunità superstiziosa e stralunata diventa metafora dello scontro tra modernità e tradizione. Il regista segue i suoi personaggi e li proietta sullo sfondo di un paesaggio bellissimo e immutabile in un’opera prima che, pur avendo a che fare profondamente con la morte, ti lascia in bocca un retrogusto di gioia”.
 
Vincitore del Faro D’Oro dedicato ai corti d’animazione, presentati in gara per la prima volta al Festival, è stato “Etnophobia” di Joan Zhonga. In questo corto di produzione greco-albenese, sopravvivenza, conflitto e simbiosi vivono fianco a fianco, accompagnate da esplosioni di gioia e dolore determinate dal bisogno interiore che l’umanità ha di trovare e amplificare le differenze quando le similarità sono palesemente maggiori.
 
Nel corso della serata dedicata alle proiezioni dei film vincitori, Leccenews24 ha incontrato Maria Teresa Cavina, Direttore Artistico di questa fortunata edizione di OFFF. Maria Teresa è una splendida donna che si illumina quando parla di Otranto e di questa esperienza che non esita a definire straordinaria. Incantata dal Salento che ha potuto visitare, in questi giorni, per la prima volta, si è detta entusiasta per l’affetto e l’accoglienza che questa città le ha riservato.
 
Maria Teresa, cosa ha significato per Lei questo Festival?
Per me è stata veramente l’opportunità più bella per scoprire questa meravigliosa terra, e di questo non posso che ringraziare il Presidente dell’Apulia Film Commision che mi ha voluta qui.
 
OFFF – Otranto Film Fund Festival è una macchina da presa  che fa del confronto interculturale tra i popoli del Mediterraneo, la sua migliore pellicola. Il cinema, dunque, si può proporre come promotore di una cultura che parla di integrazione?
Assolutamente si, il cinema può fare tantissimo per il dialogo tra i popoli poiché ciascun regista è figlio della propria cultura e ciascun film è portatore di valori, di sogni, speranze e ambizioni che appartengono al proprio popolo.
 
I Festival come questo, che Lei ha diretto egregiamente, sono una bella e importante opportunità per i giovani autori e registi che hanno in questo modo la possibilità di farsi conoscere facendo dialogare i territori. Un bel successo per le Film Commision in generale, ma, più in particolare, per Apulia Film Commission che ha fatto della Puglia un punto di riferimento importante per la cinematografia internazionale.
Mi trova perfettamente d’accordo sull’importanza delle Film Commission e dei fondi che queste mettono a disposizione per creare nuove professionalità sul territorio; quindi, queste non solo un modo per incentivare i giovani registi ma soprattutto un’occasione per gli aspiranti registi di veder realizzati i propri progetti. Le Film Commission hanno avuto il pregio di dimostrare che cultura e economia non sono per niente conflittuale ma che possono, invece, innescare il circolo virtuoso dello sviluppo economico territoriale.

Maria Teresa, qual è il bilancio di quest’edizione di OFFF?
Per me è senz’altro un bilancio positivo. Ho scoperto un pubblico interessato e curioso, che ha voglia di cultura e di scoperta dei propri “vicini di casa”, ogni incontro che ho fatto mi ha arricchito e le domande della gente erano sempre belle e appassionate. Segnale che il cinema ha saputo creare un clima di amicizia e condivisione importante in occasione di questo Festival. Io considero ogni festival come un albero e un albero ha delle belle foglie solo se ha delle radici importanti; per questo Otranto Film Fund Festival potrà continuare ad esistere se Otranto continuerà ad amarlo come ha già dimostrato di fare.
 
Che dire? Un arrivederci al 2018 e un grazie a Maria Teresa che con la sua professionalità, la sua passione per il Cinema e la Cultura ci ha fatto innamorare ancora di più di un Festival che da oggi sentiremo più nostro.

 
 

Tags: otranto-film-fund-festival
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