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Atti di bullismo su disabile di Campi Salentina: Tauro e Cassone patteggiano a 2 anni ed 8 mesi

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 14:02
in Cronaca
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I due ragazzi di Campi Salentina, accusati di atti di bullismo verso un disabile hanno patteggiato la pena a 2 anni ed 8 mesi. Il gup Michele Toriello ha accolto la richiesta degli avvocati Massimo Bellini per Riccardo Cassone e  Giovanni Gabellone e Larissa Luca per Edoardo Tauro, che hanno nuovamente "concordato" la pena con il pubblico ministero Angela Rotondano.

La decisione è stata, dunque, presa da un nuovo giudice, poiché il dr. Vincenzo Brancato, sulla base dell'articolo 34 del c.p., risulta incompatibile, poiché si è già pronunciato sulla precedente istanza di patteggiamento, rigettando la pena a 2 anni e 6 mesi concordata tra i difensori e il pm. La scelta è caduta sul dr. Michele Toriello che, in base alle disposizioni tabellari dell'ufficio gup, risulta il giudice designato ad esprimersi sul nuovo patteggiamento.
  
I legali di Cassone e Tauro, negli scorsi mesi, avevano concordato con il pubblico ministero un'ulteriore istanza di patteggiamento a 2 mesi, subordinata alla sospensione della pena, ma senza chiedere le generiche.
Dunque, appellandosi ad un'attenuante speciale per chi ha dimostrato di collaborare -che permette di dimezzare la pena- in base all'articolo 605 comma 5 n.1 e 2 sul sequestro di persona.

Infatti, Cassone e Tauro si sarebbero adoperati a liberare dalle catene il 13enne portatore di handicap psichico, dopo le varie manifestazioni denigratorie e ingiuriose ai suoi danni, come risulterebbe dalle dichiarazioni degli stessi imputati. Tale istanza è stata poi rimodulata, in considerazione della sentenza del 26 febbraio che rigettava una precedente richiesta di  patteggiamento a 2 anni e 6 mese, sempre con la sospensione condizionale della pena.

Il giudice Vincenzo Brancato ha motivato la decisione del febbraio scorso, anzitutto, sottolineando che Tauro e Cassone non meritassero la concessione delle attenuanti generiche. In merito all'accusa di atti persecutori, il gip specifica che essi si sono protratti per un anno e sono stati posti in essere, fino alla data successiva al compimento, da parte degli indagati, di 21 anni.

Il giudice, poi riteneva insussistente la presunta collaborazione mostrata in sede d'indagini, da parte dei due ragazzi, aggiungendo che essi "non hanno offerto alcun risarcimento". Inoltre, secondo il gip, potevano essere contestate agli indagati, anche le accuse di furto ( o rapina) del telefono cellulare e la cessione di sostanza stupefacente ( nel filmato i ragazzi sarebbero immortalati nell'atto di fumare uno spinello).

Il grave episodio di violenza, avvenne nel novembre del 2014 e fu filmato con un telefonino. Cassone e Tauro erano finiti agli arresti domiciliari con accuse pesantissime: sequestro di persona, violenza privata e persecuzione di un minorenne affetto da un handicap mentale. Il video divenuto virale su WhatsApp tra i giovani di Campi Salentina, venne registrato con il cellulare da un altro ragazzo. Nel filmato, infatti, si vede chiaramente come quattro ragazzi Cassone, Tauro, A.G.( un minorenne già identificato e denunciato a piede libero) abbiano legato il ragazzino disabile con catena e lucchetto.

Una persecuzione durata oltre un’ora, durante la quale i tre bulli gli avrebbero persino urinato sulle gambe e una volta liberatolo, gli avrebbero intimato di non parlarne con nessuno. I tre"bulli" sono stati " traditi" proprio da quel video. Il filmato, infatti, è arrivato tra le mani di una compagna di classe del 13enne, la quale ha provveduto ad informare la madre del ragazzino. Ella assistita dall’avvocato Cosimo Casaluci ha deciso così di denunciare l’episodio di bullismo subito dal figlio.

Ricordiamo che sia Cassone che Tauro sono sempre agli arresti domiciliari poiché il Tribunale del Riesame ha rigettato il mese scorso, la richiesta di scarcerazione per Riccardo Cassone. Inoltre, proprio nelle scorse ore, il gip Brancato ha respinto un'ulteriore richiesta di scarcerazione per il solo Edoardo Tauro. Il giudice ha motivato la decisione espressa in un'ordinanza, affermando che nonostante il giovane si trovi ai domiciliari da tre mesi, non si sono ancora attenuate le esigenze cautelari.

Tags: bullismo
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