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Calci contro un giovane fermato in caserma: carabiniere di Taviano condannato a due anni e mezzo

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 17:43
in Cronaca
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Avrebbe preso a calci in caserma un uomo di Melissano, fratturandogli la caviglia e per questo motivo, un carabiniere di Taviano è stato condannato a 2 anni e mezzo di reclusione.
Questa mattina, il giudice per l'udienza preliminare Annalisa De Benedictis ha accolto la richiesta di condanna del Pubblico Ministero Francesca Miglietta  – la quale aveva invocato una pena di nove mesi- per il brigadiere della stazione dei carabinieri di Taviano, il 52 enne Claudio Pisanello, difensore Angelo Valente.
 
Il gup ha condannato il carabiniere per violenza privata e lesioni gravi, con l'aggravante dell'abuso di potere e violazione dei doveri, stabilendo una pena di 2 anni e mezzo e ha concesso alla vittima della presunta aggressione, un 37enne di Melissano, costituitosi parte civile e difeso dall'avvocato Emanuela Galati, una provvisionale di 5.000 euro.
 
I fatti risalirebbero al 16 febbraio del 2011, quando il brigadiere della stazione di Taviano, il 52enne Claudio Pisanello, fermò e controllò due ragazzi a bordo di una Renault Twingo; il carabiniere avrebbe tirato fuori dalla macchina con violenza l'uomo, rivolgendogli frasi ingiuriose e  ammanettandolo per poi portarlo in caserma, dove lo avrebbe colpito con un calcio alla caviglia destra, procurandogli numerose fratture.
 
L’inchiesta finì inizialmente sul tavolo del sostituto procuratore Angela Rotondano che chiese l’archiviazione, poiché la qualità delle immagini del sistema di videosorveglianza non consentiva di capire cosa fosse successo esattamente. Il gip Alcide Maritati dispose, però, l’imputazione coatta ed il Pm di conseguenza esercitò l'azione penale.
 
Il carabiniere chiese di essere giudicato con rito abbreviato e durante la discussione dell'udienza preliminare, celebrata dinanzi al Gup De Benedictis, Il PM Giovanni Gagliotta ( in sostituzione di Angela Rotondano) chiese l'assoluzione. Il giudice De Benedictis ha però disposto un supplemento d'indagine affidando una perizia al medico legale Alberto Tortorella. Il perito accertò come le lesioni subite dalla persona offesa, non risultassero compatibili con una caduta, così come invece sostenuto dalla difesa; le ferite, invece, “sarebbero state cagionate da un agente esterno". La perizia ha influito sullo sviluppo delle indagini e ha dato una svolta al processo, conclusosi in primo grado con la condanna dell'imputato.
 

Tags: lesioni-personali
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