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Orgoglio nazionale: Carlo Calcagni conquista tre medaglie d’oro agli Invictus Game a L’Aia

by Redazione
28 Aprile 2022 18:46
in Attualità
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È una storia di resilienza e di sacrificio. Una storia fatta di senso del dovere, sofferenza ma anche forza per rialzarsi, senza arrendersi mai. E l’ha dimostrato ancora una volta, portando a casa un risultato importante. A trionfare ai giochi Invictus tenutisi a L’Aia è stato il Colonnello Carlo Calcagni, conquistando ben 3 medaglie d’oro.

Con l’edizione 2020, rinviata a quest’anno a causa del covid, il colonnello incassa il posto più alto sul podio nei 400 metri piani e nel ciclismo (con triciclo recumbent) nella prova a tempo e nella gara in linea. Si tratta di un risultato importante, che conferma una storia di successo.

Come racconta Calcagni, l’obiettivo era chiaro sin dall’inizio: “Testimoniare al mondo intero, il grande potere dello sport per il recupero psicofisico, come supporto per la riabilitazione motoria e come forte stimolo per rimettersi ai comandi della propria esistenza. Tutti vedono in me la testimonianza di quanto la resilienza possa convincerci che, se ci credi veramente, esiste per tutti una vita appagante e possibile anche oltre la disabilità”.

“Io ce l’ho messa tutta, come sempre: tutta la mia passione, tutte le mie energie per dimostrare che la volontà, la costanza, il sacrificio e la passione consentono di raggiungere qualunque obiettivo ci si prefigge, anche i più improbabili agli occhi di chi non crede o di chi smette di sognare. Niente è impossibile per chi come me non si arrende, nonostante tutto e tutti. Anche questa volta l’ho dimostrato pienamente con i fatti”.

Una storia difficile

Sono indelebili i segni dello sconto con l’uranio impoverito in Bosnia-Erzegovina nell’ormai lontano 1996. Da anni, ormai, il colonnello lotta per riconquistare ciò che l’uranio impoverito gli ha tolto. Una lunga lista di diagnosi e patologie lo accompagna da troppo tempo ma lui non si è mai lasciato abbattere e si è sempre rialzato. Per leggere la storia completa di Carlo Calcagni, clicca qui.

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