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Caso Xylella. La guerra di Copagri al batterio continua con la bio-stimolazione delle piante

by Redazione
23 Agosto 2017 14:18
in Attualità
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La “battaglia” tra le diverse fazioni continua. La scienza che attribuisce la causa del disseccamento degli ulivi esclusivamente alla Xylella Fastidiosa. La magistratura, invece, che punta su altri fattori. Ognuna delle due fazioni, dunque, va avanti con le proprie convinzioni. Tra le varie controversie, però, le ricerche di chi si trova sul campo continuano incessanti. 
 
A questo proposito oggi, presso il campo sperimentale in agro di Matino, sono riprese le prove della sperimentazione da parte di Copagri – Università degli studi di Foggia, per cercare di contrastare il fenomeno del Codiro. La Confederazione Produttori Agricoli ha ripreso oggi a svolgere il proprio trattamento dopo l’interruzione di ottobre. All’attività erano presenti il responsabile della ricerca Copagri Fabio Ingrosso, i professori dell’Università degli Studi di Foggia, i funzionari dell’Asl, i proprietari che hanno messo a disposizione gli appezzamenti per la ricerca e, infine, alcuni esponenti delle aziende fitosanitarie che hanno fornito i prodotti. 
  
Nel corso del 2016 sui terreni sono state effettuate la potatura e la pulizia delle piante per migliorare il loro stato vegetativo e impedire la creazione di parassiti. Inoltre sono state installate delle ”capannine meteorologiche” per il programma di monitoraggio. Successivamente sono state effettuate analisi sul terreno, rilevando le loro caratteristiche fisiche e chimiche per cercare di migliorare la fertilità con la concimazione organica. Alla fine è stata attuata la gestione fitosanitaria in base alla presenza di parassiti. Questa mattina, quindi, sono riprese le ricerche sul campo. 
  
“Il trattamento – spiega il Presidente Copagri Fabio Ingrosso – consiste nella bio-stimolazione. Per biostimolanti intendiamo molecole naturali che servono appunto a stimolare le piante”. L’utilizzo di questi possono incrementare la produzione delle colture agrarie, migliorando l’uso degli elementi nutritivi. Alcune volte questi aumentano la resistenza agli stress di natura biotica abiotica e questi prodotti possono rappresentare un valido strumento per ridurre l’impatto ambientale delle colture. 
  
Il Responsabile della ricerca dichiara che non si può aspettare che la pianta reagisca da sola. Bisogna vedere come reagisce al batterio, la cui presenza sarà poi accertata da specifiche analisi. Sono state usate 12 molecole che hanno dato delle risposte, raggiungendo anche dei risultati positivi. Alcune piante, inoltre, erano debilitate e sono state tagliate, “ma questo fa parte del trattamento – dichiara Fabio Ingrosso – e oggi alcuni ulivi manifestano uno sviluppo vegetativo importante”. 
  
Nonostante la presenza della chioma sulla pianta, i ricercatori hanno preferito iniziare le ricerche a partire dal terreno. “Il trattamento riguarda l’uso di sostanze per nutrire la pianta – sostiene il Presidente Copagri – e sviluppare quello che nell’uomo sono gli anticorpi. Ogni albero inoltre presenta uno sviluppo differente – continua – ed è per questo che per ogni tronco c’è una lettera diversa segnata in rosso”. 
  
Ma quest’anno c’è una novità che riguarda la disponibilità di territorio. “In quest’area – dichiara il Ingrosso – sono state effettuate prove statistiche. A seguire si procederà su altri appezzamenti della provincia che interesseranno due ettari e mezzo di terreno nell’area a sud, nell’area al centro e nell’area a nord del Salento. Verranno fatte prove – conclude – non più su cento alberi, ma su un numero di piante maggiore”. 
  
Il Responsabile della ricerca inoltre annuncia che l’EFSA ha preso in esame la sperimentazione targata Copagri e si pronuncerà a riguardo. Intanto le ricerche continuano per risolvere il problema del disseccamento degli ulivi, ma soprattutto per dare una speranza agli agricoltori salentini. 
  
di Eugenia Giannone
 

Tags: emergenza-xylella
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