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Castro, più storia che leggenda quella di Enea

by Redazione
23 Agosto 2017 16:52
in Turismo
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Ormai è ufficiale. Castro è il centro della storia antica e non solo per il territorio salentino, ma per l’intero Mediterraneo. La perla del sud Salento, posta a guardia del canale d’Otranto, dove lo Jonio esprime tutte le sue eccellenze in termini di colori e sfumature blu, rappresenta il punto d’orgoglio dell’archeologia dei luoghi.

Qui il ritrovamento della statua della dea Minerva seguito a breve dal recentissimo rinvenimento della mano della statua stessa confermano un dato che avevamo già assunto quale discriminante per la revisione di parte della letteratura archeologica ed epica.

Come già più volte affermato dall’archeologo Francesco D’Andria fu Castro il leggendario approdo italico di Enea in fuga da Troia. Ed è qui che la storia si confonde con la leggenda, mentre di epico restano più le suggestioni che le tracce. L’esistenza di un tempio dedicato alla dea Minerva coincidente con il racconto del poeta Virgilio darebbe conferma a certe considerazioni, fino a qualche tempo fa ritenute assurde.

Oggi invece possiamo affermare con certezza che c’è più storia che leggenda. Del resto gli scavi lo confermano e indirettamente danno fondamento anche alla tesi di Heinrich Schliemann che agli inizi del Novecento affermava di essere certo dell’origine storica della città di Troia.

Insomma l’Enea di Virgilio, o chi per lui quel viaggio lo fece davvero e lo sbarco in Salento ci fu realmente e avvenne a Castrum Minervae. Questo insomma il luogo cantato in esametri dattilici da Virgilio che descrive le rocce affilate e la scogliera che sovrastava un mare impetuoso.

La bella Castro, lungo la linea di demarcazione fra Adriatico e Jonio, all’altezza esatta del 40° parallelo, assume la dignità di regina di tutte le regine, perché alla sontuosa bellezza del suo mare, aggiunge un sigillo epico e avventuroso che solo pochi intrepidi avrebbero detto prima.

Tags: scavi-archeologici
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